Rovigo Oggi

“Offendi tua suocera? Devi risarcire tua moglie!”

SOS CITTADINO I suoceri offesi possono chiedere i danni morali




La Suprema Corte ha condannato gli insulti del genero, il quale dovrà risarcire la moglie come danni morali dati alla suocera



Dura vita per i mariti avvezzi a proferire epiteti ingiuriosi nei confronti della suocera durante le liti con la moglie.
Recentemente la Suprema Corte ha condannato un cittadino romano a risarcire i danni morali alla moglie che aveva sporto denuncia contro di lui per ingiurie e offese che l’imputato aveva rivolto alla suocera in occasione dell’ennesima lite familiare.
Durante l’iter processuale, il marito ha provato a difendersi adducendo che la querela presentata dalla moglie non poteva considerarsi valida in quanto, per le parolacce proferite, avrebbe dovuto presentare denuncia la suocera offesa e non la figlia.
Invece, i Supremi Giudici hanno osservato che, quanto gli epiteti e le volgari espressioni di disprezzo pronunciate dall'imputato nel rivolgersi alla moglie si riferissero ad altro soggetto - e cioè alla madre di costei - non vi è dubbio che ne sia derivata una lesione del decoro della stessa interlocutrice.
Fatto che inevitabilmente accade quando sussiste uno stretto legame parentale fra la persona alla quale le espressioni offensive sono comunicate e quella destinataria delle offese, traducendosi tale condotta in una mancanza, nei confronti del percettore di tali espressioni, del rispetto che, quale componente della dignità umana, è dovuto a ciascuno dei consociati.
In buona sostanza, ad opinione della Suprema Corte, il fatto ha causato la lesione di un diritto costituzionalmente garantito (la dignità umana), determinando il sorgere del diritto al risarcimento del danno morale a favore della parte lesa, appunto la moglie, per aver subito le offese rivolte a sua madre, suocera dell’imputato.
 

Angela Trombini
angela.trombini@libero.it