Rovigo Oggi

Caccia ai ladri di dati personali

SOS CITTADINO In aumento gli episodi di cyber-criminalità riguardanti i furti d'identità




Gli ordinamenti penali volti a punire questi crimini non risultano uniformi. Ad essere clonati sono i dati di identificazione personale, come il numero di carta di credito, usati poi per commettere attività criminali



E’ di qualche giorno fa la vicenda di un signore genovese implicato in una surreale vicenda giudiziaria per un unico incredibile motivo: gli avevano “rubato l’identità”.
In sostanza, il povero signore genovese si è visto letteralmente clonare i dati relativi alla propria identità che, a loro volta, sono stati utilizzati per commettere attività criminali.
Fatti come questo sono in preoccupante aumento: si tratta di episodi di “cyber-crime” che si concretizzano nei cosiddetti “furti di identità”.
Ma cosa si sta facendo su questo fronte?
L’Unione europea sta adottando normative specifiche tese a far inserire negli ordinamenti degli Stati membri nuovi reati collegati all’uso di mezzi informatici, inclusi i furti d’identità, definiti come “uso di dati di identificazione personale, come il numero di carta di credito, per commettere altri reati”. Sul medesimo fronte l’Italia ha da tempo introdotto fattispecie di reato specifiche, come la frode informatica o l’introduzione abusiva in un sistema telematico protetto da misure di sicurezza.
Tuttavia manca ancora una vera ed efficace armonizzazione tra gli ordinamenti penali, in particolare europei, capace di debellare questo preoccupante fenomeno. Sul punto la Commissione europea si è recentemente espressa con la comunicazione del 10 giugno 2009 intitolata “Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini”. Anche il Consiglio d’Europa intende adottare un nuovo protocollo da allegare alla già esistente Convenzione sulla cyber-criminalità, peraltro già ratificata dall’Italia nel 2008.
In particolare, il Senato italiano appena qualche giorno fa ha approvato un disegno di legge che crea una sorta di filtro informatico contro i furti di identità. Il sistema è denominato “Uncamp” (ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento), creato presso il Viminale, e sarà di ausilio a banche, assicurazioni ed intermediari facilitando verifiche in tempo reale su persone fisiche e giuridiche che chiedono finanziamenti o rateizzazioni.

Angela Trombini
angela.trombini@libero.it