Rovigo Oggi

Imparare a fare impresa fin dall'età dell'adolescenza

SCUOLA ROVIGO Terzo posto per la classe 2° B della Bonifacio al progetto regionale di orientamento "Orme"




Il progetto regionale "Orme" di orientamento per gli studenti delle scuole medie, realizzato in partnership tra Confindustria Veneto, Regione Veneto e Ufficio scolastico regionale veneto, ha visto classificarsi al terzo posto la classe 2a B della scuola media Bonifacio di Rovigo



Rovigo - Il Veneto continua a dimostrare di essere un vero e proprio laboratorio sperimentale in tema di innovazione didattica per le materie tecnico-scientifiche. Il neonato progetto, Orme - orientamento per le scuole medie, appena concluso nella sua prima edizione ha decretato nei giorni scorsi i suoi primi vincitori.
Progetto del tutto sperimentale ma strategico, primo in Italia per il suo genere, realizzato in partnership tra Confindustria Veneto, Regione Veneto e Ufficio scolastico regionale veneto, si rivolge ai docenti, agli studenti e alle loro famiglie, con l’obiettivo di orientare i ragazzi verso i saperi tecnico-scientifici e promuovere nuove metodologie di insegnamento e di approccio verso queste discipline. Tra i vincitori del premio anche l’istituto scolastico comprensivo 1 di Rovigo, un meritatissimo terzo piazzamento che premia l'originalità e la completezza del lavoro presentato.
“Il progetto – ha specificato Dario Fabbri, delegato all’Education del Gruppo giovani di Unindustria - ha voluto evidenziare ai ragazzi e alle loro famiglie interessi o prospettive legati ad un eventuale futuro sbocco lavorativo e professionale, facendo conoscere loro le opportunità e le importanti tecnologie che si nascondono nella produzione di un oggetto, sia nell’ambito dell’elettronica che dell’informatica o della meccanica”. Orme vuole, in altre parole, sollecitare la curiosità degli studenti su “cosa sta dietro a…” un prodotto o un processo tecnico scientifico, e ad aiutarli a seguirne le “orme” per capire come è stato ideato e realizzato.
“Oltre all’idea del concorso, il progetto è stato un vero e proprio intervento di orientamento, - ha sottolineato la docente Targa Damiana - che ha fatto capire ai ragazzi come nella scelta dei loro studi futuri, cervello e cuore, devono convivere per la passione che deve scaturire da un sogno o ambizione lavorativa”.
Per questa prima edizione è stato individuato come oggetto di studio, uno strumento di larghissima diffusione e che si presta ad un’indagine molto curiosa: il telefono cellulare. Il risultato è stato una sorta di diario nel quale i partecipanti hanno annotato, passo dopo passo, le esperienze laboratoriali, di ricerca e di svago che hanno potuto vivere all'interno di questo progetto. Sono stati raccolti dai ragazzi prototipi e idee di cellulari, i loro sogni e le loro analisi per finire con la realizzazione di un filmato in cui tutti sono stati protagonisti.
Soddisfatto anche il preside dell’istituto, Loris Roccatello: "Oltre al risultato che ci lusinga, il vero successo è stato costruire, in una classe multietnica e con le classiche problematiche interne, un vero e proprio team di lavoro, nel quale si è collaborato e costruito un progetto di studio ed una serie di relazioni, che sono stati il vero plus valore delle azioni". "Scuola ed impresa sono due realtà – conclude Fabbri - che sono sempre più interconnesse, per creare un tandem vincente. Creare progetti comuni volti ad obiettivi comuni è la grande sfida della scuola veneta e della scuola in Italia, per offrire e creare delle opportunità per i nostri figli e per l’economia".