La Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia alla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche e al pagamento di 5 mila euro di risarcimento alla signora di Abano Terme che aveva presentato ricorso. Le è stata riconosciuta la lesione della propria sensibilità religiosa: un danno morale ed esistenziale
Danno morale e turbamento esistenziale possono sussistere anche quando sia provata una lesione della sensibilità religiosa. Per questo motivo, ogni singolo cittadino che si senta leso nel proprio sentire religioso è legittimato a ricorrere all’autorità giudiziaria per vedersi risarcito del danno subito.
La recentissima pronuncia della Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo – ormai nota come “sentenza sul crocifisso” - ha voluto ribadire proprio questo principio. In particolare, la tutela del diritto di ogni uomo a vedersi riconosciuto il diritto a professare liberamente il proprio credo religioso e, insieme, la propria libertà di coscienza. Tant’è che i giudici di Strasburgo hanno riconosciuto la lesione di questo diritto e condannato la parte soccombente (appunto l’Italia) al pagamento di 5 mila euro a titolo di risarcimento del danno morale patito a favore della parte ricorrente: una mamma di origine finlandese ma di nazionalità italiana che aveva presentato una serie di ricorsi alla giustizia italiana sulla presenza del crocifisso nelle aule di un istituto comprensivo di Abano Terme frequentato dai suoi figli. Ma andiamo per gradi.
Che cos’è la Corte dei Diritti dell’Uomo e che ruolo ricopre nel novero delle istituzioni giudiziarie europee?Si tratta di un organismo istituito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali al fine di assicurarne il rispetto. Non è un'istituzione dell'Unione europea e non va confusa con la Corte di giustizia, che invece lo è.
Come si può ricorrere alla Corte di Strasburgo e quale forza hanno le sue sentenze?Innanzitutto, alla Corte possono ricorrere sia i singoli cittadini che i singoli Stati membri dell’Unione Europea in tutti i casi in cui si lamenti la violazione di una delle disposizioni della Convenzione dei diritti dell’uomo. In ogni caso, essa interviene in via sussidiaria rispetto agli organi giudiziari nazionali, in quanto le domande sono ammissibili solo quando questi ultimi siano stati regolarmente interpellati. Infatti, nel caso della signora di Abano, si è ricorso ai Giudici di Strasburgo solo dopo aver esperito i vari gradi di giudizio italiani.
Qualora il ricorso sia dichiarato ammissibile e, non sia possibile risolvere amichevolmente la questione, verrà emessa una sentenza motivata. Quest’ultima, in caso di accoglimento della domanda, potrà indicare l’entità del danno sofferto dalla parte ricorrente e prevedere un'equa riparazione, normalmente di natura risarcitoria.
Occorre precisare che le pronunce della Corte non sono direttamente applicabili. Sono gli Stati firmatari della Convenzione europea a doverne dare esecuzione, salvo il diritto di procedere alla relativa impugnazione. Nella vicenda presa in esame, lo Stato italiano sarebbe vincolato a dare esecuzione alla sentenza di Strasburgo, tuttavia il Governo ha deciso di impugnarla. Per questo l’Italia ancora non dovrà procedere alla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche pubbliche e non sarà tenuta a pagare i 5 mila euro di risarcimento del danno morale subito.
Angela Trombini
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