Mi è stato insegnato che quando si rivestono cariche pubbliche diventa fondamentale svestire i panni del politico per indossare quelli dell’amministratore pronto ad adoperarsi per il territorio, senza distinzioni di bandiere e colori. In momenti come questo, occorre rafforzare questa convinzione di poter essere, come amministratori, il fulcro di strategie di azione e di elaborazione di risposte per superare alcune situazioni difficili e per poter dare, ai cittadini polesani, delle indicazioni precise sul futuro del nostro territorio.
La fotografia della scuola polesana, oggi, vede il rischio di chiusura o di impossibilità di funzionamento di alcuni piccoli plessi. La logica della razionalizzazione dei costi nella spesa pubblica (condivisibile o meno a seconda dei punti di vista), e il conseguente taglio di risorse per la pubblica istruzione pongono in dubbio, lo si voglia o no, la sopravvivenza di alcune scuole site nei piccoli comuni o in alcune frazioni. Nonostante la Provincia non abbia un potere decisionale in merito alla sopravvivenza o alla chiusura di questi piccoli plessi (competenza che resta ai comuni), abbiamo pensato di incontrare tutti i sindaci dei comuni a rischio, per cogliere i pensieri, metterli a confronto, individuare delle convergenze e proporre delle strategie d’azione. Chiaro che risulti difficile, per un sindaco, pensare di privarsi di una struttura educativa. Dietro ogni scuola ci sono lunghi percorsi, investimenti di anni, speranze per il futuro. Ci sono posti di lavoro, servizi per le famiglie e per il tessuto sociale del territorio. La specificità della geografia polesana, vede poi situazioni particolarmente delicate nelle frazioni di alcuni comuni che distano diversi chilometri dal centro e che, di fronte alla chiusura di piccoli plessi, si vedrebbero colpiti da difficoltà insormontabili logistiche, economiche e sociali. Di fronte a questi scenari difficili, di cui comunque i sindaci, con estrema concretezza, non ignorano il rischio, bisogna però fare delle riflessioni profonde. Occorre in primis avere ben chiari gli obiettivi del sistema educativo, specie quando la razionalizzazione viene imposta da provvedimenti dell’esecutivo nazionale. La qualità della didattica e dell’educazione dei ragazzi, la qualità della gamma dei servizi erogati, dovrebbero essere a mio parere i cardini di ogni strategia amministrativa e politica. Occorre che la scuola risponda all’esigenza dell’utenza finale, per ottemperare al compito di creare cultura, favorire le intelligenze, sviluppare le coscienze critiche dei futuri cittadini consapevoli e responsabili. Bisogna, in sostanza, favorire la capacità della scuola di creare un positivo e qualitativo sistema di apprendimento che giova alle famiglie e ai ragazzi, consapevoli dell’importanza di una formazione profonda, che non crei scompensi al momento dei passaggi tra ordini e gradi di scuole. Di certo tutto il discorso sulla scuola non può esaurirsi in queste considerazioni, perché anche l’edilizia scolastica, l’integrazione multiculturale, il problema dei bambini diversamente abili, sono tematiche che sindaci e amministratori hanno posto all’ordine del giorno. Di fronte a questo complesso sistema che rischia di vedersi sforbiciato dalla razionalizzazione dei costi, credo che in Polesine potremmo avere un’occasione unica. È per questo motivo, che chiedo ai segretari provinciali di tutti i partiti polesani, ai parlamentari e agli amministratori di enti di ogni ordine e grado, la disponibilità a leggere insieme questa problematica, per poter condividere un documento trasversale in grado di fissare le priorità del territorio nella salvaguardia della qualità e del ruolo della nostra scuola. Questo documento potrebbe diventare un ordine del giorno da approvare in ogni consiglio comunale del Polesine. Perché la scuola davvero non ha alcun colore, e solo facendo quadrato potremo cercare di ottenere un risultato positivo. Sarei pertanto lieto, qualora le adesioni fossero ampie, di poter convocare un tavolo congiunto tra amministratori e politici di ogni partito. Ogni polesano potrà in questo modo sentirsi tutelato da una politica finalmente unita nel condividere un obiettivo prioritario per il territorio.
Leonardo Raito
Assessore provinciale all'Istruzione