Rovigo Oggi

Trovare il bene comune è difficile senza compromessi

POLITICA Il segretario provinciale del Pd Gabriele Frigato risponde alla lettere di Paolo Avezzù


Ho letto con interesse la riflessione proposta da Paolo Avezzù, pubblicata in  questi giorni sulla stampa locale, a proposito della politica “cristianamente ispirata”, chiamata a costruire il bene comune.
Condivido molte delle cose sottolineate da Avezzù, anche quando scrive: “i valori fondamentali a cui ispirarsi secondo la dottrina cristiana sono la dignità della persona umana, la solidarietà, la sussidiarietà, il bene comune, come l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai singoli ed ai gruppi di realizzare una buona vita umana”
Caro Paolo, come non essere in sintonia con affermazioni così alte e con obiettivi così ambiziosi?
Ma c’è un però! Il ruolo ed il compito di chi fa politica non può limitarsi al richiamo, a volte sincero ed utile, altre volte strumentale ed interessato, ad un quadro di riferimento etico e valoriale. Questo è il compito della filosofia, delle agenzie educative, delle autorità religiose. Alla politica ed al politico spetta il  compito della traduzione dei valori nella storia, l’immersione nei problemi, il  discernimento e la scelta nel quotidiano, qui ed oggi.
Il qui e l’oggi nel nostro contesto si chiamano Veneto ed elezioni regionali. La dignità della persona umana, la solidarietà, la sussidiarietà, il bene comune, questi valori possono essere coniugati con gli atteggiamenti, le chiusure, le politiche della lega?
La dignità della persona umana è di più per i veneti o è uguale per tutti, in quanto insita nella natura stessa dell’uomo, di tutti gli uomini e di ogni uomo?
La solidarietà e la sussidiarietà, sono valori da condividere tra noi veneti, magari in uno scambio egoistico, o rispondono all’invito evangelico “avevo fame e mi avete dato da magiare”?
Il bene comune, pensiamo di poterlo costruire solo per noi, in una cittadella medioevale, con le mura alte che ci tengono al riparo dai cattivi, o la sfida è invece, proprio nella società plurale ed aperta, quella di realizzare libertà, uguaglianza e fraternità?
Al di là della sua battaglia a difesa del crocifisso, battaglia strumentale nelle motivazioni a goffa nel metodo, la Lega in questi anni si è distinta per gli insulti e le intimidazioni a chi la pensa diversamente (ultima vittima il Card. Tettamanzi di Milano), per i suoi atteggiamenti egoistici e razzisti (prima verso i “terroni” ora verso gli immigrati), per la sua idea di società selettiva ed escludente (la proposta degli autobus solo per gli italiani).
Mi chiedo: in tutto questo, dov’è il bene comune? In questi atteggiamenti dov’è la solidarietà? Queste politiche rispettano la dignità umana?
Sono queste le domande da porsi, qui ed oggi. Non penso siano domande che riguardano i cristiani in via esclusiva; penso siano questioni che interpellano la coscienza di tutti, a prescindere dal credo religioso, dalla classe sociale, dalla appartenenza politica, perché alla fine, queste cose, misurano la civiltà stessa di un popolo.
 
Possiamo consegnare alla Lega la guida del Veneto? Io penso di no! E sapere che questa domanda supera gli schieramenti e che anche nel centrodestra è in corso una riflessione profonda e vera, mi aiuta a credere ed a impegnarmi per un Veneto migliore, che guarda al futuro senza paure, che crea sviluppo e coesione sociale, con l’orgoglio della propria storia, nell’apertura alla pluralità ed all’innovazione.