Rovigo Oggi

Dobbiamo salvaguardare il sistema scolastico del nostro Polesine

SCUOLA L'assessore provinciale all'istruzione Leonardo Raito mette chiarezza sulle polemiche che hanno coinvolto l'istituto alberghiero di Trecenta

Intendo intervenire in modo chiaro, essendosi generata molta confusione negli ultimi giorni, specie a mezzo stampa, sulla questione della possibile istituzione, a Trecenta, di un nuovo istituto alberghiero. Come assessore provinciale alla pubblica istruzione ho il dovere di spiegare ai cittadini polesani il perché di alcune decisioni che si concretizzeranno soltanto con la deliberazione finale della Giunta Provinciale, unico organo che ha la facoltà di decidere in via definitiva, sul sistema dell’istruzione secondaria sul territorio. Attualmente l’Istituto Bellini di Trecenta aveva, oltre al corso di agrotecnico, un corso di “tecnico dell’arte bianca”. Si tratta di un corso atipico, scaturito da una sinergia tra amministrazioni e mondo del commercio, che forma panificatori. Una prima bozza dei decreti ministeriali convertiva il corso esistente in un corso di industria e artigianato (ex Professionale per l’industria e l’artigianato), lasciando alle possibili piegature dell’offerta formativa il compito di ricostruire il percorso adeguato per giungere alla qualifica già esistente. L’approvazione definitiva del decreto però, ha posto questo corso atipico nella specifica dei corsi di “servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”, permettendo tuttavia, attraverso l’autonomia scolastica, di declinare l’offerta soltanto per la qualifica di “panificatore”. In questo modo, non si va a costruire un nuovo istituto alberghiero (chi si deve iscrivere a corsi per accoglienza turistica, cucina e servizi per il turismo lo deve fare all’Istituto Alberghiero di Adria) ma esclusivamente si traccia un’offerta formativa pari a quella esistente. A Trecenta, pertanto, non potranno che formarsi tecnici dell’arte bianca. Questo per sgomberare il terreno da polemiche o dubbi. Se poi mi si chiede se sono favorevole, in condizioni diverse, alla costituzione di un nuovo alberghiero, non posso che dire che, un senso di responsabilità e di analisi dell’esistente, mi impone di dire di no. Questo non per penalizzare l’alto Polesine, ma perché i dati relativi alla popolazione scolastica (poco più di 10.000 studenti) e la percentuale di studenti iscritti all’alberghiero di Adria (quasi il 9% del complessivo) nettamente più alta della media veneta, mi porta a pensare che la duplicazione degli istituti sia uno sforzo poco utile al territorio. Tanto più che gli alberghieri di fuori provincia sono molto vicini all’Alto Polesine (Legnago, Ostiglia, Sermide, Montagnana) e gli effetti sulla neutralizzazione della fuga dalla Provincia verso le provincie vicine sarebbe pressoché nulla. Occorre a tal proposito precisare che il saldo di popolazione studente migrante in o dalle province vicine, per in Polesine è positivo: segno che i nostri istituti sanno più attrarre che perdere studenti.
La realizzazione di un nuovo istituto alberghiero e la relativa dotazione di laboratori, impegnerebbe la provincia in un esborso economico che ingesserebbe le possibilità di investimento dell’ente per i prossimi anni, impedendo molte più utili e fondamentali opere. Non va inoltre trascurato che oggi il Cipriani di Adria, grazie alle sue dotazioni, alla qualità dei docenti e dei dirigenti, all’elevato tasso di occupazione dei suoi diplomati, al ruolo positivo assurto a ogni livello, rappresenta un polo di eccellenza per il Veneto, ed è difficile pensare di poterlo replicare. Sarebbe anzi poco etico, poter pensare di dare agli studenti di un altro istituto, il grado di qualità che potrebbe raggiungere studiando in una scuola costruita con decenni di investimenti coraggiosi e fruttuosi. Trecenta potrà invece procedere con i corsi esistenti (agrotecnico e panificazione) pensando, nel corso di 2010, di avviare una riflessione con il territorio per dare risposte concrete attraverso l’istituzione di nuovi indirizzi che completino i corsi in tutto il complesso dell’istituto che, vale la pena ricordarlo, ingloba anche l’ISA di Castelmassa e l’IPSIA di Badia Polesine.
È per questo che invito gli amministratori e i politici locali a guardare con maggiore attenzione al complesso sistema della scuola polesana, evitando fughe in avanti controproducenti, e pensando piuttosto a come rafforzare l’esistente o a come completarlo, importando in Polesine percorsi di novità che rispondano alle reali esigenze del territorio. Soltanto in questo modo, pensando a un territorio che può offrire opportunità nel suo complesso, senza pensare di poter avere tutto ovunque, si fa un servizio ai polesani. Un servizio di serietà, che non crea false aspettative ma consolida certezze. Le uniche attendibili di fronte a un processo di riforma ispirato, in primis, alla razionalizzazione e alla semplificazione del mondo dell’istruzione.

Leonardo Raito
Assessore provinciale alla pubblica istruzione