Roberto Giuriato spiega per quale motivo si senta abbandonato dalle istituzioni: la realizzazione del sottopasso ciclopedonale ha portato alla chiusura dell'accesso di via Stacche sulla Tangenziale, e i suoi affari sono dimezzati
Rovigo - “Il sottopasso mi ha creato grossissime difficoltà”. Si sente lasciato solo l'imprenditore Roberto Giuriato, solo e abbandonato dalle istituzioni da quando sono iniziati i lavori per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale che da via Stacche consente l’attraversamento della Tangenziale est in direzione Adria.
La sua attività di commercio di materiali inerti da circa trent’anni si svolge su un’area di proprietà demaniale, regolarmente affittata, di circa 6 mila metri quadrati, alla quale è stato però chiuso l’accesso alla tangenziale: un alto muro in cemento che separa la strada dalla zona residenziale e la realizzazione del sottopasso costringono i suoi mezzi a raggiungere il deposito solo attraverso il centro città, percorrendo viale Oroboni e via Stacche, strada peraltro dissestata da profonde buche, “la mia attività sposta anche 50 automezzi al giorno - spiega Giuriato - e da quando sono stato “murato vivo” gli affari sono praticamente dimezzati”.
Prosegue l’imprenditore: “Al Comune avevo dato la mia disponibilità a spostarmi, anche per la tranquillità dei residenti e un’alternativa l’avevamo pure trovata. Si trattava di uno spazio prossimo alla zona artigianale, ma mi sono stati chiesti 50 mila euro per il trasferimento delle licenze, che aggiunti ai 100 mila per le spese di trasloco e bonifica degli spazi già occupati, diventavano una somma troppo onerosa da sostenere”.
“Da allora - conclude - non ho più avuto notizie dall’amministrazione comunale, e mi sento profondamente abbandonato”.
Elisa Barion