Rovigo Oggi

Gran finale al Comunale con interpreti di eccezione

TEATRO ADRIA "Dona Flor e i suoi due mariti" con Caterina Murino, Pietro Sermonti e Paolo Calabresi




Liberamente tratto dal romanzo di Jorge Amado, lo spettacolo riporta ai colori e ai profumi del Brasile, sinonimo di erotismo, ma non mancano lo humor e l'ilarità scoppiettante



Rovigo - Era un appuntamento “ghiotto” quello che sabato 6 marzo attendeva gli appassionati di teatro al Comunale di Adria. In scena lo spettacolo “Dona Flor e i suoi due mariti”, che vanta tra gli interpreti Caterina Murino, giovane talento italiano che già nota per essere stata una Bond girl in Casinò Royale, e al suo fianco due volti noti del piccolo schermo, Paolo Calabresi (inviato delle “Iene” su Italia1) e Pietro Sermonti (interprete di numerose fiction, fra le quali “Un medico in famiglia”).
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Jorge Amado, da cui è stato tratto un film nel 1977 (con Sonia Braga, regia di Bruno Barreto), per la prima volta viene portato a teatro dalla regista Emanuela Giordano.
Dona Flor è una dolce e pudica creatura bahiana che convola in prime nozze con un adorabile mascalzone, giocatore e sciupa femmine, Vadinho. Alla morte del primo marito, dopo un anno di vedovanza, Flor si risposa con un affettuoso, devoto e morigerato farmacista, Teodoro. Grande maestra di cucina, Dona Flor, natura onesta e schiva, scopre che il suo appetito d’amore non si può saziare con un solo marito, ce ne vogliono due. Per un idillio perfetto occorre mettere insieme il meglio di entrambi: onestà e premure da una parte, fantasia ed erotismo dall’altra. Lo spiritello vivace del primo amore si intrufolerà nel letto del secondo legittimo marito, regalando a Dona Flor l’illusione di una pienezza e di un appagamento altrimenti irraggiungibili.
La scena è stata completata poi dalla presenza delle “comari”, le pettegole amiche di Flor, Simonetta Cartia, Claudia Gusmano e Laura Rovetti, ovvero Dona Norma, Dona Gisa e Dona Dinora: le tre, impicciandosi spudoratamente della vita di Flora, rappresentano le narratrici della vicenda. Infine, altra presenza di rilievo è quella di Serena Mattace Raso, la cinica Dona Rosilda, madre di Flor, che ha il compito di “schiaffare in faccia” alla figlia scomode e divertenti verità sul matrimonio e le sue convenzioni.
La poesia visionaria del romanzo e l’ilarità sono gli elementi di spicco della rappresentazione, che trasmette, come il romanzo, un ritratto brillante dei sapori e die profumi del Brasile, sensuale metafora dei desideri più segreti dell'essere umano, sensazioni rese più vivide dalle musiche originali eseguite dal vivo dalla Bubbez Orchestra.