
Ci sono molti cambiamenti da fare
ELEZIONI REGIONALI VENETO 2010 Mauro Freguglia si presenta a RovigoOggi.it
Mauro Freguglia, nato a Monselice il 27 giugno 1972, laureato in ingegneria dei materiali all'università di Ferrara
Il Polesine è al passo con il Veneto?
No, come credo che il Veneto non sia al passo con il resto dell’Europa.
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
Avere veramente a cuore il territorio in cui vivo ed il desiderio di lavorare per migliorarlo nell’interesse di tutti, non di pochi.
Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
Direi che il servizio sta migliorando ma c’è molto da fare; dalla disponibilità di posti letto ai tempi di attesa per le visite non a pagamento, ritengo ci sia ancora un ampio margine di miglioramento su cui lavorare
Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?
Sicuramente si! A patto di assisterli ed incentivarli a restare ed investire sul nostro territorio; si veda anche la mia risposta alla successiva domanda aperta 1.
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
No; ho letto articoli di giornale in cui si spiega che la combustione del carbone è meno inquinante di quella del metano; semplicemente assurdo! La conversione a carbone impedirà all’Italia di rispettare gli impegni di riduzione dei gas serra, previsti dal Protocollo di Kyoto. Inoltre, l’Italia è già stata richiamata dalla Commissione Europea, e rischia una procedura d’infrazione per la sua continua inadempienza relativamente ai permessi di emissione.
Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?
No. Il nucleare è ormai una tecnologia superata che viene spacciata per attuale ed indispensabile, per far fronte alle sempre maggiori richieste energetiche del paese. In realtà, i costi sono elevatissimi e le risorse di uranio limitate, dovrebbero durare circa altri 60 anni se, nel mondo, non si costruiranno altre centrali nucleari; per non parlare dello smaltimento delle scorie, argomento ancora non affrontato da chi è a favore del nucleare, e del fatto che nessuna compagnia di assicurazioni assicurerebbe una centrale nucleare. Prima di pensare alla costruzione di nuove centrali (di qualsiasi tipo), punterei a migliorare l’efficienza energetica degli impianti (edifici pubblici, case private, industrie), per ridurre ed ottimizzare i consumi e, solo una volta ottenuta la massima efficienza possibile, valuterei la necessità o meno di costruire nuove centrali.
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
No, si tratta di una soluzione che non mi convince; mi dà la sensazione di chi vuole pulire la casa mettendo la spazzatura sotto il tappeto. Non riduco la CO2 semplicemente perché invece di scaricarla in aria, la catturo e la inietto sotto terra; la CO2 la produco e la metto da un’altra parte. È come la giustificazione alla costruzione di nuove centrali elettriche perché la domanda di energia aumenta; la soluzione apparentemente più “semplice” è di costruire nuove centrali, senza sforzarsi di cercare soluzioni alternative, come puntare alla riduzione dei consumi migliorando l’efficienza degli impianti. Persone che propongono soluzioni di questo tipo, ed hanno il coraggio di spacciarle per innovative, mi danno la sensazione di essere mentalmente chiuse allo sviluppo e ad idee nuove, e si ostinano ad andare per la “solita” strada con gli occhi chiusi. Una strada comoda per pochi.
Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennati
Secondo il suo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
I cambiamenti da fare sono molti:
- connettività su tutto il territorio della provincia di Rovigo; è assurdo che, nel 2010, si parli ancora di problemi legati alla mancanza di una connessione internet veloce. Le piccole imprese, di cui è ricco il nostro territorio, potrebbero avere molte più possibilità di sviluppo e visibilità se godessero di una connessione veloce e stabile
- snellire la burocrazia legata alle piccole imprese
- incentivare l’acquisto di prodotti a km zero provenienti dalle aziende agricole locali, valorizzando i prodotti tipici
- sviluppo dell’Università di Rovigo
- incentivare la ricerca e dare una stabilità economica ai giovani ricercatori che decidono di restare in Veneto, e nella provincia di Rovigo
- iniziare ad insegnare fin dalle scuole elementari il concetto di “Rifiuti Zero”
- diffondere la cultura dell’efficienza energetica ed incentivare l’installazione di lampadine a basso consumo, di infissi ad elevato potere isolante, di isolamento adeguato per le case e gli edifici pubblici, per ridurre le dispersioni
- incentivare la diffusione di impianti per il riscaldamento mediante pannelli solari e la produzione di energia elettrica mediante pannelli fotovoltaici
- incentivare la ristrutturazione degli edifici già esistenti e disincentivare la cementificazione sconsiderata
- incentivare il trasporto pubblico e favorire il car-sharing
- valorizzare il verde pubblico
2. Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto? Ho già anticipato alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore nella risposta alla domanda precedente; ad ogni modo, tra le prime cose che porterei in consiglio posso citare:
- connettività internet su tutta la provincia (e anche tutto il Veneto)
- sviluppo dell’Università di Rovigo, favorendo gli scambi con altre Università Europee
- necessità di un piano per lo sviluppo del turismo nel Polesine
- necessità di un piano per la riduzione dei tempi di attesa delle visite mediche non a pagamento
- snellire la burocrazia per le piccole imprese
3 Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto? Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?
Non direi che si possa parlare di “eccellenza”, direi che è discreto; come ho già accennato in precedenza, ho l’impressione che la situazione stia migliorando, ma rimangono ancora ampi margini su cui lavorare.
4. Ha delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?
Le principali cose su cui bisognerebbe puntare sono: disponibilità di posti letto, riduzione dei tempi di attesa per le visite non a pagamento, possibilità ritiro referti tramite internet (senza doversi recare per forza in ospedale), sviluppo informatico uniforme per tutte le realtà ospedaliere del Veneto
5. Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche?
Non esiste un Piano Energetico Regionale pertanto, prima di parlare della costruzione di nuove centrali (nucleari, biomassa, ecc) è necessario far fronte a questa mancanza, con urgenza. In generale, riguardo alle politiche energetiche, sono a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili, nel vero senso della parola, escludendo le fonti “assimilabili” alle rinnovabili, perché tutto sono tranne che rinnovabili! Sono un “trucco” per dirottare altrove soldi che, diversamente, andrebbero allo sviluppo delle vere energie rinnovabili. Quindi, incentivo alla ricerca/sviluppo e diffusione di tutte le forme di produzione dell’energia a partire da fonti rinnovabili.
6. Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
Porto la conoscenza tecnica legata al mio percorso di studi e di lavoro, le mie esperienze di viaggio in altre realtà Europee, il mio interesse per tutto ciò che è innovazione e ricerca di miglioramento, la mia testardaggine nel cercare sempre la soluzione migliore, la mia pignoleria nel realizzare gli obiettivi che mi prefiggo nel migliore dei modi
7. Dimentichiamo qualcosa?
Il motivo che mi ha spinto a candidarmi. Ho deciso di mettermi in gioco perché non mi sento rappresentato dalla politica attuale e perché, secondo me, le scelte che vengono fatte da chi è al potere non tengono conto degli interessi della collettività. Si pensi, ad esempio, alle diverse centrali a biomassa che si stanno costruendo nelle provincie di Rovigo e Padova od il progetto dell’autostrada Nogara-mare. Per vari motivi, ritengo che queste scelte siano state fatte contro l’interesse dei cittadini, infatti:
- l’interesse dei cittadini sarebbe stato quello di puntare alla riduzione dei consumi e, quindi, all’efficienza energetica, non di avere più energia da consumare
- si impegna il territorio con coltivazioni destinate ad essere bruciate per alimentare le centrali a biomassa, invece di produrre cibo; inoltre, questo tipo di culture impoverisce ed inaridisce il terreno favorendo la desertificazione
- costruire diverse centrali a biomassa, a distanza di pochi chilometri tra loro, implica che i terreni destinati alla produzione delle culture da bruciare non saranno sufficienti e, di conseguenza, sarà necessario importare materiale da bruciare da altre regioni o nazioni; ci sarà, quindi, il pericolo di conversione di tali centrali in inceneritori
- le centrali a biomassa devono essere di piccola taglia, bruciare gli scarti che non riusciamo ad utilizzare in nessun altro modo, non ha senso produrre qualcosa apposta per farlo bruciare da una centrale, va contro ogni logica
- utilizzare gli avanzi e scarti dei ristoranti per produrre biogas e far funzionare un gruppo elettrogeno di piccola/media potenza ha un senso; perché gli scarti producono una quantità di gas sufficiente a far funzionare il gruppo elettrogeno
- l’obiettivo che dovremmo perseguire è già stato messo in atto dal comune Morbach (Germania), di circa 11.000 abitanti, dove sul terreno occupato da un ex deposito di armi sono stati installati pannelli fotovoltaici per un totale di 500kW (potenza nominale 1.1MW), 14 generatori eolici da 2MW, un impianto di biogas ed uno di energia termica da pellet ricoprendo completamente le esigenze del paese che, quindi, non dipende più dal petrolio
- per quanto riguarda il Veneto, non ha senso parlare di energia eolica, ma si possono sfruttare l’energia solare, il biogas, la geotermia
- l’autostrada Nogara-Mare è un progetto inutile e nell’interesse di pochi, che renderebbe a pagamento il tratto Rovigo-Legnago, costringendo chiunque volesse andare da Rovigo a Verona, od all’ospedale di Trecenta, a pagare un pedaggio per una strada che è già stata pagata con il contributo dei cittadini. Oltretutto, l’autostrada non è giustificata dai flussi di traffico esistenti e rischierebbe di riversare il traffico sulla viabilità ordinaria.