Rovigo Oggi

ll Polesine costituisce una risorsa per il Veneto

ELEZIONI REGIONALI VENETO 2010 Carlo Alberto Azzi si presenta ai lettori di RovigoOggi.it




Carlo Alberto Azzi, nato il 6 gennaio 1950 a Lendinara (Ro), laureato in ingegneria civile, vive a Rovigo ed esercita la libera professione di ingegnere progettista. E' stato consigliere provinciale per due mandati, presidente dell'Ater polesana dal 1995 al 2000. È consigliere comunale a Lendinara e membro del Coordinamento regionale del Partito Democratico. “Mi metto in discussione e mi rimetto al volere degli elettori”



Il Polesine è al passo con il Veneto?
Il Polesine può far compiere passi più grandi al Veneto

Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
Credere nelle capacità dei polesani, dei giovani in primo luogo.

Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
Si

Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?
Si

Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
Sono favorevole alla ambientalizzazione della centrale. Ovvero produrre energia inquinando molto meno

Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?
No

In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
Si ed è uno dei motivi della mia risposta positiva alla domanda sul carbone

Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennati

Secondo il tuo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
Prendere coscienza che oggi è il Polesine a costituire una risorsa per il Veneto. Il trend di sviluppo del Veneto crescerà nella misura in cui si utilizeranno le potenzialità del Polesine, area non congestionata come la parte nord del Veneto (la cosìdetta Pedemontana), cerniera con altre Regioni, area in cui, attorno al Po, può decollare la green economy, lo sviluppo delle vie navigabili (Fissero-Tartaro- Canalbianco e il Po) che permetteranno il trasporto delle merci dall’ Adriatico a Milano, sottraendo i Tir dalle strade; vie navigabili da utilizzare per uno sviluppo di un turismo lento, di nicchia. In particolare attorno al Po, da destinare a Parco, creando attorno ad esso percorsi ciclo-pedonali, ippovie ed una rete di agriturismi, trattorie e ristoranti, magari sulle proposte enogastronomiche del maiale. Tutto questo insieme di proposte, unite alla salvaguardia del manifatturiero esistente e allo sviluppo della logistica attorno alla Transpolesana, tra la Valdastico sud e l’autostrada Romea Commerciale consentirà di sviluppare impresa e quindi lavoro per i nostri giovani, che se si applicheranno per la ricerca e l’innovazione di nuove tecnologie e di nuovi processi produttivi, potranno produrre in loco, utilizzando brevetti inventati da loro stessi .

Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?
Oltre al progetto di grande respiro appena descritto, sosterrò il tessuto economico esistente, lavorerò per garantire l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i tanti lavoratori polesani di aziende in difficoltà. Particolare attenzione continuerò a rivolgerla alla nostra agricoltura e alla pesca, per diffondere maggiore attenzione ai nostri prodotti, alla loro commercializzazione in loco (fruizione a Km zero); si dovrà portare a compimento la riforma degli agriturismi nella quale, peraltro ero riuscito a inserire anche il pescaturismo e l’ittiturismo, che, nel nostro delta si sta sempre più diffondendo.

Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto? Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?
Penso ad un sistema sanitario che necessita di nuovi ed importanti investimenti: “dobbiamo concentrare gli sforzi in due direzioni: da una parte è importante migliorare l’organizzazione della diagnostica perché vengano ridotti i tempi di attesa per esami specialistici che sono fondamentali specie nei casi di patologie cardiache ed oncologiche; dall`altra, dobbiamo sostenere le Case della Salute, quelle strutture polivalenti e funzionali in grado di erogare materialmente l’insieme delle cure primarie e di garantire la continuità assistenziale con l’ospedale e le attività di prevenzione.

Hai delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?
All’interno della nostra proposta di nuovo “Piano sociosanitario” intendo valorizzare il ruolo dei Comuni dando più potere alla Conferenza dei Sindaci, fino anche a fornire al Presidente della Regione la rosa dei candidati al ruolo di Direttore Generale delle ULS; porre più attenzione al ruolo dei Distretti sanitari, dei servizi ambulatoriali e della medicina di base, al fine di contenere le richieste di prestazioni ospedaliere, riducendo così i tempi d’attesa. Intendo inoltre assicurare i finanziamenti per l’ammodernamento dell’ospedale di Rovigo e per il rafforzamento degli ospedali di Trecenta ed Adria per garantire in tutto il territorio un elevato livello di assistenza in caso di patologie gravi e acute. Lavorerò poi per pianificare l’integrazione tra strutture sanitarie pubbliche e private, per rafforzare il servizio di assistenza domiciliare integrata e per l’aumento di posti letto nelle case di riposo e nelle Residenze Sanitarie Assistite (RSA).

Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche?
Per il nucleare il NO è secco. Credo fortemente che noi dovremo impostare la nostra politica energetica con lo sguardo verso il futuro, cercando di pensare all’innovazione, al risparmio energetico, a trovare fonti alternative pulite e rinnovabili.
Tra l’altro la bolletta energetica italiana è del 30-40% superiore agli altri paesi europei, rispetto alla Francia siamo anche verso il 40-50%, rispetto alla Germania siamo superiori al 30%. E noi veneti, che abbiamo un manifatturiero che esporta soprattutto in questi paesi, siamo in una concorrenza che è già in partenza molto sfavorevole.
Credo che la nostra prospettiva sia questa.
Però faccio questa battuta: noi (Italia) siamo impegnati, con il Protocollo di Kyoto sul 20-20, ossia ci siamo prefissato di produrre  il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.
A me viene da dire: e l’altro 80% come viene prodotto? E’ certo che per altri 50 anni esso verrà  realizzato con le fonti tradizionali, ovvero con i prodotti fossili (petrolio- carbone –gas metano, ecc.) .
Secondo me, allora non posiamo vendere fumo e dobbiamo farci carico di indicare il modo con cui si produce anche l’altro 80% di energia e di fare in maniera che siano usate tecnologie e metodo tali che producano energia a minore prezzo, però sempre nella salvaguardia della salute, dell’ambiente, etc.

Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
Sono un ingegnere, libero professionista, uno delle tante partite IVA del Veneto, che conosce le necessità, le potenzialità, ma anche le fragilità del nostro Polesine. Conosco soprattutto la tenacia, i valori veri, del lavoro della operosità e della famiglia, insiti nel cuore dei polesani. Insieme con Bortolussi saremo la loro bandiera e trasformeremo il mio slogan “Polesine cuore e risorsa del nuovo Veneto” in progetti e atti deliberativi e legislativi concreti.