
85 ettari dedicati al sole
ECONOMIA Presentato il più grande impianto fotovoltaico d'Europa che sorgerà in provincia di Rovigo
In Villa Badoera è stato presentato il più grande impianto fotovoltaico d'Europa, in grado di sopportare le richieste energetiche di 17000 famiglie. La sua durata prevista è di circa 40 anni
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Fratta Polesine (Ro) - L'impianto fotovoltaico più grande d'Europa sarà operativo nella nostra provincia, entro il 2010.
Verrà realizzato tra i territori comunali di San Bellino e Castelgulielmo dalla SunEdison azienda leader nei servizi di energia solare nel Nord America. L’impianto polesano ad energia solare si svilupperà su di una superficie di oltre 850mila mq (pari a 120 campi da calcio) ed avrà una potenza installata di 72 Mw. La produzione di energia inizierà nella seconda metà del 2010, per raggiungere piena operatività entro la fine dell’anno. Nel primo anno di attività, il sistema produrrà energia in
quantita’ equivalente al fabbisogno di oltre 17mila famiglie, con un risparmio annuo di quasi 41mila tonnellate di anidride carbonica, paragonabile all’eliminazione dalle strade di 8.000 automobili.
Alla presentazione di questo importante progetto, erano presenti Carlos Domenech presidente di SunEdison, Renzo Marangon assessore regionale alle Politiche per il Territorio, Pancho Perez general manager Europa, Medio Oriente e Nord Africa di SunEdison, Luis Delso presidente di Isolux Corsán, Liborio Francesco Nanni general manager Italia di SunEdison, la presidente della Provincia Tiziana Virgili, i sindaci di San Bellino e Castelguglielmo Massimo Bordin e Giorgio Grassia.
"Con questo innovativo impianto saranno eliminate 41.000 tonnellate di anidride carbonica, 41 tonnellate di anidride solforosa, 32 tonnellate di ossidi di azoto, 1,4 tonnellate di polveri sottili - ha affermato Nanni - Con 72 Mw, l’impianto in provincia di Rovigo sarà il più grande d’Europa, al primo posto davanti a quello di 60 Mw ad Olmedilla in Spagna e a quello di 50 Mw a Strasskirchen in Germania".
Il fotovoltaico è pulito cioè non inquinante, con assenza di qualsiasi tipo di emissioni inquinanti. Il sistema solare produce energia senza consumo di combustibili, quindi senza produrre gas tossici né il minimo rumore, preservando la natura e l’habitat dell’uomo e degli animali.
"Questo genere di impianti risulta essere economico, rinnovabile e non ha bisogno di alcun tipo di manutenzione - ha sottolineato Domenech -
Il sistema non comprende parti in movimento o materiali di consumo da sostituire, eliminando in tal modo qualsiasi intervento di manutenzione.
La sola necessità per mantenere il sistema efficiente è la periodica pulizia, se necessaria, delle superfici esposte al sole.
Una volta installato il sistema, grazie al sole, l’energia elettrica viene prodotta senza costi, anno dopo anno (con un'ipotesi di 25-30 anni di vita).
L’impianto genera un risparmio dei combustibili fossili. Inoltre è silenzioso, in quanto la tecnologia fotovoltaica consente di trasformare l’energia solare in energia elettrica in modo diretto, senza alcun organo meccanico in movimento". L’area di progetto è collocata nella parte occidentale della provincia di Rovigo, a circa 20 Km dal capoluogo, ed è situato nei territori del comune di San Bellino e di Castelguglielmo. La superficie in Castelguglielmo sarà di mq 477.041, mentre in San Bellino di mq 376.339. In totale dunque saranno 853.380 mq di terreno, a destinazione Industriale. La potenza totale dell'impianto sarà di 72 Mw, grazie alla presenza di ben 285.000 pannelli solari. "L’impianto fotovoltaico polesano avrà una producibilità stimata di 79.200.000 kWh/anno di energia elettrica, che verrà immessa nelle reti elettriche nazionali - ha spiegato Perez - Tale energia è sufficiente a sopperire al fabbisogno elettrico di oltre 17.000 famiglie (quindi come tutta la città di Rovigo). L’impianto in fase di esercizio non dà luogo ad alcun tipo di interferenza sulla qualità dell’aria, determina un reale e positivo contributo alla diminuzione dell’effetto serra, contribuisce al risparmio di combustibili fossili primari, non crea problemi al sottosuolo (le strutture dei pannelli sono semplicemente ancorate al suolo e non ci sono strutture permanenti), né alla flora e alla fauna". Costo totale dell'operazione: 250 milioni di euro.
Nessun problema a quanto pare per lo smaltimento, una volta giunta la fine d'uso: ossia tra circa 40 anni non dovrebbero esserci difficoltà alcune per smaltire una struttura composta da vetro, silicio, alluminio e acciaio. Altro dato positivo: 350 nuovi posti di lavoro in fase di costruzione dell'impianto.
Marco Scarazzatti