Rovigo Oggi

Un giovane romantico dandy russo

CULTURA ROVIGO Presentato il libro "Puškin - un trattatello" di Lino Pietro Callegarin



Nella sala consiliare della Provincia di Rovigo, Lino Pietro Callegarin introdotto da Sergio Garbato ha illustrato ai numerosi presenti la propria opera, dedicata allo scrittore e poeta russo Puškin

Rovigo - Potrebbe rivelarsi un’esperienza curiosa leggere il libro di Lino Pietro Callegarin “Puškin - Un trattatello”; curiosa, e interessante allo stesso tempo, per diversi motivi, che Sergio Garbato, incaricato di presentare l’autore e l’opera, giovedì 18 marzo presso la sala consiliare di Palazzo Celio ha illustrato dettagliatamente ai numerosi presenti. Con lui, a fare gli onori di casa, l’assessore provinciale all’Istruzione Leonardo Raito, che ha introdotto così: “Puškin, scrittore romantico russo, in Italia non è fra i più conosciuti. Forse perché la sua scrittura è troppo difficile, o forse perché è troppo politico, quindi politicizzabile”. Proprio per questo l’amministrazione ha deciso di promuovere l’edizione del libro: “Come amministratori abbiamo il dovere di tenere viva la cultura e il progresso - ha sottolineato - se anche una sola persona sarà arricchita dalla lettura dell’opera, potremo dire di aver svolto bene il nostro compito”.

Dopo i saluti del presidente Tiziana Virgili, la parola è passata a Garbato, il quale ha dapprima tratteggiato la figura di Puškin, giovane dandy, frequentatore di salotti e amante della politica, “tanto da stare alle costole dello zar”. Nato nel 1799, e scomparso tragicamente nel 1837, al termine di un duello con il cognato D’Anthès: “Puškin arriva all’alba del romanticismo senza sapere di essere un romantico - ha rimarcato - la sua figura chiude il neoclassicismo, con lui si conclude un’epoca”. Poi, intervallato dai giovani di Roart che ne leggevano stralci di romanzi, ne ha delineato la personalità artistica, non priva di aspetti bizzarri e aneddotici.

Successivamente ha raccontato come Lino Pietro Callegarin si sia avvicinato allo scrittore russo, in quale contesto abbia maturato l’idea del “trattatello”, infine quale metodo abbia guidato la stesura dell’opera. “Callegarin si è buttato in maniera strana su Puškin - ha chiarito - la sua opera vuole essere esemplare, fare un discorso organico sullo scrittore; è qualcosa di più di un saggio”.
Callegarin, ex insegnante di chimica e figura molto attiva nell’organizzazione d’iniziative culturali in città (è presidente dell’Arci e dell’organizzazione di volontariato “Viva la Costituzione”), ha avuto un approccio scientifico allo scrittore: ha letto diligentemente tutti i suoi libri, ha appuntato le proprie osservazioni sul margine delle pagine, “e quando ha finito è iniziato l’inferno - ha scherzosamente commentato Garbato - poiché essendo uno scienziato ha una dimestichezza provvisoria con le parole”.
N’è uscita un’opera didascalica, corredata da immagini volte far comprendere meglio i concetti al lettore, dalla quale emerge la passione e l’amore che Callegarin nutre per Puškin. “Ad essere troppo precisi si corre il rischio talvolta di escludere il lettore da ciò che si racconta, ma non è questo il caso” ha concluso.
Infine, è stato lo stesso Callegarin a terminare la presentazione del proprio “trattatello”.

Elisa Barion