Rovigo Oggi

Natalino beato tra le donne

TEATRO ROVIGO Successo al Sociale per Balasso e "La bisbetica domata" di Shakespeare in dialetto veneto



Mercoledì 31 marzo, al Teatro Sociale di Rovigo, Natalino Balasso ha intrattenuto i rodigini recitando nello spettacolo di Shakespeare "La bisbetica domata". La rivisitazione è stata però particolare: gli attori hanno infatti recitato in dialetto veneto


Rovigo - Un Natalino Balasso in splendida forma, ha entusiasmato gli oltre 500 spettatori del teatro Sociale di Rovigo. La "Bisbetica domata" di William Shakespeare, presentata nella versione di Paolo Valerio e Piermario Vescovo, è risultata molto piacevole dall'inizio alla fine. Lo spettacolo, andato rigorosamente in scena in dialetto veneto, è stato suddiviso in due parti: la prima della durata di poco più di un'ora, la seconda di poco più di mezzora, inframezzate da un intervallo di venti minuti. Si può dire che il pubblico ha potuto assistere ad una commedia nella commedia, dove il protagonista assoluto è sicuramente stato Balasso nel ruolo di Petruccio, il quale però si è voluto circondare da ottime attrici: la bisbetica Caterina interpretata da Stefania Felicioli, Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Masotti, Marta Meneghetti, Lucia Schierano, Carla Stella, Antonella Zaggia, Camilla Zorzi. Ottimo il ritmo, con la compagnia teatrale che ha dimostrato di essere molto affiatata e con un Balasso a dir poco accattivante. Il rapido susseguirsi delle scene ha coinvolto come non mai i presenti. Il dialetto veneto è stato il tocco in più, che ha finito con il portare le persone dentro la storia raccontata. E' stato come se gli attori avessero preso per mano gli spettatori, portandoli con sè sul palco. Bellissimi tutti i costumi, così come le caratterizzazioni. Molto apprezzata anche l'idea di far cambiare in scena gli attori, rendendo il tutto molto intimo. Ad un certo punto la sensazione era quella che si fosse in un grande giardino piuttosto che in un teatro. La marcia in più è stata comunque garantita dalla totale presenza femminile. Balasso infatti era "beato" tra le donne. Proprio il fatto di avere scelto di far lavorare le donne, anche in ruoli di uomini, è stata una mossa che si è rivelata vincente alla fine. Questo aspetto riporta del tutto alla luce la volontà di Shakespeare, che si narra in certe sue opere usava volutamente travestire le donne da uomini, di nascosto dallo spettatore. Questa è anche la testimonianza del terzo millennio, dove le donne hanno assunto un ruolo decisamente più importante rispetto ai secoli addietro. Va anche detto però che forse vi sono più attrici che attori di teatro... Ad ogni modo si è segnalata la caratterizzazione dei personaggi, che quando si trasformavano da donne a uomini, ne prendevano oltre che le sembianze nei costumi, anche le caratteristiche e i gesti. Lo spettacolo ha saputo parlare a tutti, in quanto la compagnia teatrale era composta da attori molto bravi, che hanno fatta passare in secondo piano il fatto che la commedia fosse in dialetto stretto. Balasso, polesano doc, si è congedato dal pubblico salutandolo al grido di "Thank You Rovigo, Thank You Rovigo, Thank You Rovigo...".

Marco Scarazzatti