Rovigo Oggi

"Pronti per protestare a Roma se non lavoriamo"

CENTRALE ENEL PORTO TOLLE I lavoratori chiedono spiegazioni sull'immobilismo dell'iter autorizzativo alla conversione a carbone


I lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle sono pronti a nuove azioni di protesta da portare a Roma se non si sblocca l'attesa della conclusione dell'iter autorizzativo in mano ai ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico


Porto Tolle (Ro) – I lavoratori Enel della centrale di Porto Tolle chiedono ai ministri Prestigiacomo e Scajola perché non concludono l'iter autorizzativo per la centrale di Porto Tolle.
 “Dopo la conferenza di servizi del 23 marzo, dove tutte le amministrazioni interessate, ad eccezione del Ministero dell'Ambiente, hanno rilasciato il loro parere favorevole, non si è avuta più notizia di nulla. Nonostante - spiega il portavoce dei lavoratori, Maurizio Ferro - anche il ministero dei Beni culturali, condizionante per l’emanazione del decreto finale del ministero dello Sviluppo economico, abbia espresso parere favorevole su una serie di prescrizioni contenute nel decreto Via, che è datato luglio 2009. Ormai quasi un anno fa".
"In sede di riunione - continua Ferro - il rappresentante del ministero dell’Ambiente aveva assicurato che in 10 giorni avrebbe fornito la propria risposta. E’ passato un mese e il ministero dell’Ambiente nell’Ufficio della direzione generale per la valutazione Via non ha dato alcuna risposta".
I lavoratori della centrale Enel e i rappresentanti delle imprese polesane aspettano l’apertura del cantiere come via di uscita dalla crisi economica e sono fortemente preoccupati per questo ennesimo silenzio. “Continuare a ritardare questo investimento – conclude Ferro - significa provocare consapevolmente il collasso dell’economia locale. Siamo pronti così a nuove azioni di protesta da portare a Roma davanti alla sede del ministero dell’Ambiente”.