La proposta avanzata dall'amministrazione comunale di eliminare il giorno di chiusura infrasettimanale delle attività commerciali, anche della grande distribuzione, non piace alla Cna di Rovigo, preoccupata per le conseguenze che i piccoli negozi potrebbero soffrire
Rovigo - La Cna di Rovigo alza la voce al tavolo delle contrattazioni che riguardano il futuro del Corso del Popolo e che vedono coinvolti il Comune di Rovigo e le categorie del commercio. Gli artigiani fanno seguito all’incontro avvenuto lunedì 26 aprile a palazzo Nodari, durante il quale l’amministrazione ha ventilato l’ipotesi di eliminare il giorno di chiusura infrasettimanale per tutte le attività commerciali del centro (ad esclusione dei negozi del settore alimentare), e lanciano quello che il direttore Alessandro Monini definisce un vero e proprio “grido d’allarme”.
Se da una parte il Comune propone di aprire le serrande delle attività anche il lunedì mattina, dall’altra però anche la grande distribuzione organizzata (gdo), ovvero i centri commerciali, hanno avanzato la stessa richiesta. “La richiesta dei rappresentanti della gdo comporterebbe la variazione dell’offerta commerciale e la modifica delle abitudini di acquisto dei cittadini” spiega Lorenzo Masarà della direzione provinciale Cna Rovigo, sollevando un problema che, unito alla difficile situazione economica, si ripercuoterebbe gravemente sulle attività del centro.
“L’eventuale incremento dell’occupazione nei centri commerciali - prosegue Masarà - in seguito alla soppressione della chiusura durante la settimana, sicuramente sarebbe di molto inferiore alla riduzione degli occupati nei negozi di vendita della piccola distribuzione”. In pratica l’asse della concorrenza si sbilancerebbe troppo a favore dei grossi centri commerciali, per i quali l’apertura sei giorni su sette, sarebbe un ritmo sostenibile con più facilità. La preoccupazione è supportata inoltre da un dato: Cna ha infatti chiesto il parere di 50 esercenti rodigini sull’eventuale eliminazione del giorno di chiusura (anche per la gdo), e all’unisono, secondo quanto riportato da Masarà, tutti hanno espresso parere contrario.
“Questo metodo - ha commentato infine Monini - basato sulla consultazione degli operatori economici del centro storico, vorremmo diventasse prassi comune e condivisa dalle altre associazioni. Un primo esempio potrebbe essere rappresentato dalla condivisione del
progetto di marketing urbano, in cui protagonista è il Comune. Vogliamo sia esteso anche agli artigiani e ai liberi professionisti”.
Elisa Barion