Rovigo Oggi

"La finanza pubblica attuale è assai debole"

POLITICA L'ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato ha parlato a Rovigo della crisi economia e del federalismo fiscale


Teatro Sociale di Rovigo gremito per l’incontro con l'ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato. A mediare l’incontro il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Alfieri che centrato il teme del convegno sull’economia nazionale


Il teatro sociale di Rovigo ha ospitato un interessantissimo confronto tra il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Alfieri e l'ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato. L'iniziativa faceva parte di Segnavie 2010 "Orientarsi nel mondo che cambia" a cura della Fondazione Cariparo. Subito una domanda di quelle scottanti da parte di Alfieri ad Amato: "La recente manovra da 24 miliardi di euro varata dal governo Berlusconi è paragonabile a quella da 90 miliardi lire da Lei fatta nel 1992?"
"Sono due situazioni totalmente diverse per due ragioni: una positiva e l'altra negativa.  - risponde Amato - Quando ero a capo del consiglio avevo dalla mia un'economia che tirava e funzionava, mentre la finanza pubblica italiana era debole e meritevole di un attacco alla Lira. Ricordo che la Lira si svalutò di oltre il 20%. Oggi invece la nostra finanza pubblica pur non stando affatto bene, non è tra le più deboli per svariati motivi e quindi non è da attaccare. Vero è che non era mai capitato che debiti pubblici fossero così alti. Questo fa sì che si crei una concorrenza per accapparrarsi liquidità, dando titoli pubblici. Bisogna però stare attenti che il mercato non impazzisca. Il vero problema dell'Italia è che a differenza del 1992, la nostra economia è debole. Non paragonabile di sicuro alla Grecia però, visto che gli ellenici non hanno imprese in grado di esportare. Siamo più forti di altri Paesi, ma viaggiamo ad un tono molto più basso rispetto a 18 anni fa".
Ad Amato viene chiesto da Alfieri, poi, un parere sull'Euro e sui motivi che hanno spinto l'Italia ad entrare a regime assieme agli altri Stati europei. "Il debito pubblico italiano supera la soglia del 100%, tenendo presente che il limite massito di indebitamento stabilito da Mastricht è del 60%. Carlo Azeglio Ciampi fu abile nel far intendere che il nostro debito era in discesa, così potemmo fare parte del primo treno dell'Euro. La cosa negativa è stata quella di far entrare nell'Euro anche Paesi che avevano un'economia debole. Abbiamo una moneta unica ma non una politica unica. Non ci può essere una valuta forte se non ci sono titoli di questa valuta, perchè vuol dire che nessuno crede in questa moneta. La Germania, da sempre il motore dell'Europa, dovrebbe essere più aperta verso l'emissione di Eurobond". Amato ha tenuto a precisare che non crede nella possibilità che vi sia un Euro di fascia A e un Euro di fascia B, perchè altrettanto non si fa con il Dollaro. "Il costo del lavoro è aumentato, ma altrove si lavora di più che in Italia. La nostra colpa storica è legata al Meridione. Dobbiamo imparare a trattare con i cinesi. Quando arrivano in Italia, dobbiamo tirarli fuori dal loro mondo. La qualità del nostro lavoro è inferiore a quella che potrebbe essere e che si potrebbe realizzare".

Marco Scarazzatti