Efficienza, risparmio e razionalizzazione delle risorse sono i pilastri su cui si fonda il programma dell'assessore alla Politiche sociali Remo Sernagiotto, e visto il colore politico del Veneto, ci si avvia anche ad una gestione federalista delle Ipab: in caso di fallimento gestionale, la responsabilità sarà dei Comuni
Rovigo - Tappa polesana per l’assessore alle Politiche sociali del Veneto Remo Sernagiotto, che sabato 5 giugno a Rovigo ha visitato diverse realtà della provincia di Rovigo, dal Sert, all’Iras passando per la Casa di riposo di via Bramante. Un giro di ricognizione per capire “come la Regione debba riorganizzarsi e razionalizzare i costi allo scopo di potenziare i servizi sociali in Polesine” ha spiegato l’assessore.
Accompagnato dal sindaco di Rovigo Fausto Merchiori, dalla presidente della Provincia Tiziana Virgili, dal direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo e dal direttore dei servizi sociali Carlo Scapin, Sernagiotto ha fatto il punto della situazione regionale, soffermandosi in particolare sulla necessità che il settore sociosanitario nel suo complesso sia oggetto di una attenta e responsabile riorganizzazione. “Sappiamo che il Veneto è terra di eccellenze in quest’ambito – ha spiegato – e il nostro compito è quello di salvaguardarle. Ma è anche vero che la difficile situazione economica attuale ci impone di utilizzare al meglio le risorse a disposizione, puntando ad una diminuzione dei costi. Per questo dobbiamo avere il coraggio di scelte che possono apparire anche impopolari ma che di fatto hanno l’obiettivo di ottimizzare il modello sociosanitario veneto”.
Diverse le tematiche affrontate durante gli incontri, a partire dalla revisione del sistema dei ricoveri, in particolare quelli impropri, molto numerosi soprattutto negli ospedali per acuti, per i quali è necessario “ricercare soluzioni che impediscano sprechi e inadeguatezze, poiché un posto letto occupato in un ospedale costa molto di più di una degenza in una struttura appropriata”; si è passato poi alle modifiche alla normativa sulle Ipab (istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza): “A settembre saranno pronte - ha anticipato -, poiché queste istituzioni necessitano di una “gestione federalista responsabile”.
“Ciò significa – ha proseguito l’assessore – che saranno le conferenze dei sindaci a nominare i consigli di amministrazione, senza ingerenza da parte della Regione che eserciterà solo un’azione di controllo. Ma se la gestione si rivelerà fallimentare saranno i comuni ad assumersene le responsabilità e gli amministratori delle Ipab dovranno essere rimossi”.
Incontrando il favore degli amministratori locali, Sernagiotto ha infine concluso che le politiche familiari, in costante trasformazione, necessitano di “un modello sostenibile, rispondente ad una realtà sociale ed economica diversa da quella di qualche anno fa”, che tenga in considerazione come la popolazione stia invecchiando.
Presso l’Iras, l’assessore ha avuto modo di raccogliere le richieste avanzate dal presidente del cda Albertino Stocco: risoluzione del problema degli educatori-animatori, che per ora risultano fuori regola; la sanatoria regionale permetterebbe così di aumentare i posti letto per i non autosufficienti; infine, la necessità di avere due medici fissi all’interno della struttura, laddove per ora ne operano 8 con orari flessibili.
La sua visita di Remo Sernagiotto è poi proseguita ad Adria, al centro servizi anziani, al Centro Le Redini di Porto Viro e ad Ariano Polesine per la festa provinciale del volontariato.
Elisa Barion