Rovigo Oggi

Le gioie del colpo di frusta

SEX AND THE COUNTRY Continuano le avventura di Barbara ed amiche, questa volte alle prese con un tamponamento in auto


Un personal trainer tutto muscoli e dal sorriso smagliante, premuroso e... che parla solo inglese! La nostra Barbara è stata tamponata, e complice un tremendo colpo di frusta, ha conosciuto gioie e dolori della ginnastica dolce


Un po' di tempo fa mi hanno tamponata. No, non volevano eliminarmi fisicamente come pensate voi, maligni. E' l'effetto rotonda. Piazzano queste mostruosità di democrazia autogestita che uno fa già fatica a capirci qualcosa e ci aggiungono, per ulteriore perfidia, il passaggio pedonale. Della serie: finalmente si sgombra il campo, tu premi l'acceleratore e sgommi infilandoti nel flusso democraticamente incazzato e poi, zac, il pedone strafottente con la sua flemma e lentezza vigliacca ti taglia la strada, sfidandoti con lo sguardo. Tu freni a pelo evitando di buttarlo all'aria come un birillo, anche se a volte pensi che sia un peccato non averlo preso sotto. Quello dietro di te, convinto che tu proceda, con occhi terrificati guarda a destra a sinistra verificando che un'altra vettura non lo stia per caso arpionando ai fianchi, si dimentica delle terribili strisce: stride, inchioda, stacca il volante dall'abitacolo frenando con i piedi e poi, ti tampona.
Inevitabile il colpo di frusta, tuo, e le frustate che si auto-infliggerà più tardi, lui.
Beh, comunque il colpo di frusta è una rottura di scatole.
All'inizio non mi fa male poi la sera non mi muovo più. Vado al Pronto soccorso e c'ho il collo che sembra quello di un pollo, dopo essere stato sgozzato. E qui comincia il calvario degli esami: mi hanno fatto fare cose atroci.
Ad esempio: ti siedono ti mettono un casco da moto, poi ti riempiono le orecchie d'acqua calda e poi ti dicono di guardare davanti a te un punto luminoso e ti buttano avanti e indietro per vedere se hai equilibrio. Per poco svenivo.
Adesso non voglio annoiarvi con tutti i miei affanni, anzi, c'è del buono in Danimarca!
Sì, perché dopo aver fatto esami su esami, antispastici antidolorifci, collare e terapia con una lastra ustionante che dovrebbe sciogliere la contrattura, aver imparato tutta l'anatomica della muscolatura dal trapezio allo splenio allo spino-trasversare, finalmente mi hanno consigliato la ginnastica dolce. In un centro convenzionato.
A dire il vero avevo già fatto un primo ciclo di terapia. Il mio massaggiatore era un certo Moreno, sembrava king kong col baffo alla Gianni Dego. Mentre mi incoraggiava a muovere il collo come fossi stata una tacchina, nella sua stanzetta obitorio dove faceva la fisioterapia ai pazienti metteva a manetta una radio locale con tutto il meglio della musica delle sagre paesane: il ballo liscio.
Ogni tanto mi guardava con l'occhio malandrino, mi lasciava il collo e si metteva in piedi dicendo: “Senti questa mazurca, non sono più buono a stare fermo”. E si faceva tre giri mimando di stare avvinghiato ad una tettona fantasma.
Quindi mi guardava e diceva: continua da sola.
Io da sola non facevo un bel niente, ma se lo sentivo arrivare facevo finta di star finendo gli esercizi noiosissimi (più del ballo liscio) che mi infliggeva.
Quando tornavo a casa e raccontavo le miei peripezie alla Stefania, questa ghignava amici miei con tanto di lacrimoni. Io che sono sempre insicura, che  mi considero una tardona, ridicola, beh incassavo il colpo con difficoltà. Secondo voi che facevo? Giusto, il bloody mary, che ve lo dico a fare? Beh, succede che il mio gallinesco collo non migliora per niente. Secondo ciclo di terapia. Lo annuncio a Stefania con la codona tra le gambe e la mia amica del cuore che fa? Chiama la Vale e la Franci (che è stata tanto poco bene povera, mandiamole un bacino tutti!) e giù a ridere: stronze!
E così comincio la nuova terapia di ginnastica dolce, dolcissima.
Arrivo al centro che sembra la hall del paradiso: un comfort spaziale! Mi assegnano il mio personal trainer, Fabrice, che mi parla in inglese: are you ok? friendly, take it easy, no boring exercices.
Mi stende sul lettino morbidissimo e mi avvolge con un cuscino caldo ripieno di ossa di ciliegio.
Poi tutto un susseguirsi di attrezzi mai visti e che fanno tutto per me e lui sempre vicino che mi guarda e mi sorride. Alto, muscoloso, bello (Stefania: prrrrrrrrr!) e parla anche l'inglese!
Poi mi insegna una tecnica di rilassamento e mi fa "così quando hai tempo ti accarezzi un po'", e mi strizza l'occhiolino.
Beh, ragazzi miei, io ve lo giuro, sono andata fuori di testa.
Ho sempre criticato le befane borghesi con la ginnastica aerobica, e lo stretching, e la corsa, e lo sport e il personal trainer che mi segue passo passo.
Anche io ora lo voglio, il mio personal trainer: passo passo!
Non lo so se al mio collo tutta questa tensione emotiva faccia bene, ma al resto del mio corpo, sì.

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com