Rovigo Oggi

Alé! Adria legge, Utopia di confini

CULTURA ROVIGO Ad Adria la scrittrice Antonia Arslan ha partecipato al premio letterario del comune


Antonia Arslan ha partecipato alla rassegna che assegnerà il premio 2011 ai libri di narrativa editi in lingua italiana nell’anno 2010 e in cui sarà preso in esame il tema del confine nelle sue varie accezioni semantiche


Adria – Antonia Arslan, scrittrice padovana di fama internazionale, ospite - venerdì 18 giugno - ad Adria, in occasione della presentazione al pubblico del premio letterario “Alé! Adria legge – Utopia di confini”, promosso dal Comune e dall’Associazione Il presidio del libro.
Il premio si rivolge ad autori di libri di narrativa editi in lingua italiana nell’anno 2010 e in cui sarà preso in esame il tema del confine nelle sue varie accezioni semantiche. Il vincitore sarà eletto a febbraio 2011 da una giuria esaminatrice, mentre il regolamento di gara, in fase di definizione, sarà reso noto a breve.
“Finalmente un titolo forte e impegnativo su cui gli autori possono misurarsi”, ha commentato Antonia Arslan all’inizio del proprio intervento. Secondo la scrittrice, infatti, oggi i concorsi letterari in Italia sono troppo numerosi e spesso non offrono buoni spunti di riflessione ai partecipanti, contribuendo a creare un panorama letterario confuso e privo di originalità.
“Il tema del confine è invece di grande attualità sociale”, spiega l’Arslan. La coincidenza tra Stato e nazione è sempre meno precisa e frequente. In ogni collettività sono presenti più minoranze, ciascuna con una propria identità etnica, storia, cultura e lingua. “I confini geografici tra stati non rendono conto dei confini interni tra le minoranze che ci abitano”, continua la scrittrice, “la convivenza è spesso difficile e può dare origine a conflitti drammatici”.
“Un confine è un limite che spezza in due un’unità”, spiega Antonia Arslan. “Quello che succede è che una parte si presenta come più forte dell’altra e la soverchia”. La parte debole viene vista da quella più forte come “altro”, diversa, e diviene un “oggetto malefico e da distruggere”.
“Del Novecento ricordiamo due esempi memorabili di conflitti generati da confini”, continua l’Arslan, “il genocidio armeno”, popolo originario della scrittrice, “e la Shoa degli ebrei”. Anche la società contemporanea è caratterizzata da “confini”, che sono di diverso tipo, non solamente geografici. “l mondo è spezzato in due dal confine tra uomo e donna”, spiega la scrittrice, “in certe aree del pianeta questo è un limite ancora invalicabile, in altre è stato superato”.
A chi le chiede qual è il rimedio ai rischi generati dai confini, l’Arslan risponde con sicurezza: “I confini ci sono e ci saranno sempre, non è possibile annullarli. Ciò che si può fare, invece, è superarli. I confini sono luoghi, geografici e dell’essere e come tali si possono attraversare”. Come? “Con la conoscenza dell’altro, del diverso, perché la conoscenza è comprensione, sviluppa le affinità tra gli uomini e porta all’amicizia, l’unico sentimento umano che permette rapporti positivi e stabili”.