Rovigo Oggi

7 settimane di installazioni e 4 happening imperdibili

SEX AND THE COUNTRY Barbara Codogno presenta la nuova mostra Walking freedom Forte 2010


Organizzata con l'artista Adolfina De Stefani, la mostra di Barbara si terrà nel padiglione 36 (ex biennale Krosisng) del Forte Marghera, dal 9 luglio, data dell'inaugurazione, fino al 27 agosto. E' strutturata con 4 serate happening che prevedono performances, musica elettronica, corti d'artista, audio video installazioni


Questa volta cari amici sono certa che vi sorprenderò. Quante volte non mi avete sentita criticare quelle brutte mostre noiose tutte ingessate, tutte auto-autoreferenzialità, monotematiche e monoteistiche? Beh, mi sono cacciata nei guai perché a forza di criticare qualcuno ha pensato che me ne intendessi veramente. Così è cominciata l'avventura con l'amica Adolfina De Stefani: la curatela della mostra Walking freedom Forte 2010 che si terrà nel padiglione 36 (ex biennale Krosisng) del Forte Marghera. La mostra dura dal 9 luglio, data dell'inaugurazione a cui siete tutti invitati, fino al 27 agosto ed è strutturata con 4 serate happening che prevedono performances, musica elettronica, corti d'artista, audio video installazioni. Se pensate che organizzare una mostra sia facile, vi sbagliate di grosso. Se mi aveste vista in questi giorni vi sarebbe venuto un coccolone: praticamente ho lo stesso paio di calzini mutande e lo stesso pigiama da due settimane, sono diventata un tutt'uno con la mia tastiera, ho talmente tante e-mail nel mio outlook express che a guardarle mi sento male.
Quando esco per comprare pane latte burro e sigarette mi trascino neanche fossi il gobbo di Notre Dame e, ovviamente, esco in pigiama. Infilo solo un paio di occhiali da sole che mi servono a nascondere occhiaie, brufoli e sguardo catatonico. Suscito grande stupore nei commercianti che credono sia scoppiata la guerra nucleare, nel mio cervello. Non mi separo mai dal telefonino e questo aggeggio infernale suona proprio quando, dopo una fila scocciante, finalmente toccherebbe a me comprare il latte. Così mi catapulto fuori dal negozio e comincio ad agitar le mani e a urlare e scrivere appunti sui pacchetti delle sigarette. se riesco a comprar due cose a caso, di solito me le dimentico. Allora mi rincorrono fin sotto casa ma io sto già parlando al telefono e quindi lasciano la borsa della spesa in terra e scappano a gambe levate forse perché credono io sia contagiosa, o magari puzzo soltanto. Alla fine ho dovuto dare una spiegazione, almeno alla panettiera: sto organizzando una mostra d'arte contemporanea con la mia amica Adolfina. Questa mi fa: quadri? come quello? e mi ha indicato il mazzo di papaveri sepolti da spighe di grano che troneggia in alto, vicino all'insegna “Pane fresco tutti i giorni”. Volevo uccidermi. No, una visual art exhibition, le faccio. Lei mi guarda e cerca di sorridermi. Aveva ragione l'Adolfina – che non è messa meglio di me, ve lo garantisco, anzi è sull'orlo del collasso la poveretta. Perché lei è una tanto puntigliosa, che si prende a cuore tutto quello che fa e che ama l'arte come pochi, ve lo garantisco – che ha fatto scrivere sulla cartolina anche: percorso di arti visive e performance interattive, perché dice lei, la gente lo vuole ancora l'italiano. E ha ragione: anche la panettiera mi ha sorriso annuendo.
Sono tornata a casa e mi sono messa a guardare le opere selezionate e la scaletta degli eventi collaterali che abbiamo strutturato e allora, improvvisamente, mi sono rasserenata. Perché le opere sono davvero belle, fuori dal comune, pulite, eleganti, strutturate. Gli artisti variano molto per età e per background (ve li metto tutti in fila: ABUSERS collective, Aldo Aliprandi,  Marianna Andrigo, Michelangelo Barbieri, Alesandro Bellotto, Marco Bottin, Gino Blanc, BNTMRC77, Claudia Bortolato, Chiara Bortoli, Mariano Bellarosa, Alessandro Cardinale, Barbara Codogno, Elisa Dal Corso, Larissa Demidova, Adolfina De Stefani, Takane Ezoe, Fabio Ferrando, Cristina Fiore, Flavio Galletti, Simonetta Giacometti, Cristina Gori, liibaan, Alberto Lisi, Sirio Luginbühl, Vasco Manea, Antonello Mantovani, Marcello Mauro, Giorgio Peccolo, Andrea Penzo, Francesca Raineri, Francesca Sinigagliese, Elisa Rampon, Alessandro Rinaldi, Jennifer rosa, Andrea Rosset, Fiorenzo Zancan, Monica Zucchetti) eppure tutti dialogano con differenti materiali e tecnologie approdando a nuovi linguaggi. Novità, insomma, freschezza. L'idea di organizzare delle serate a tema a ridosso della mostra è proprio quello per cui, con la penna, mi sono sempre battuta. Poterlo realizzare adesso, ve lo garantisco, è una grande soddisfazione. In questa avventura ho incontrato persone molto valide, di intelligenza e talento, a partire da Bruno Francisci che curerà il catalogo e presenterà la mostra, Andrea Bonifacio, Cristina Fiore, Andrea Penzo. E tutti gli artisti che si sono messi in gioco sperimentando, provando ad uscire dalla rigidità dello schema-mostra, creando appunto qualcosa di nuovo. Vi chiedete se ho smesso di bere? Mah, effettivamente in questi giorni il tempo era ben poco ma ho escogitato una gran cosa. Si chiama “Waiting Walking” ed è un party sponsorizzato da Astoria la casa vinicola che ha sfornato il prestigioso “cold wine 9.5” e dal ristorante LaVit di Elian Layousse. Un party in piena regola ragazzi, faremo la conferenza stampa per i giornalisti e presenteremo le opere ai critici e agli addetti ai lavori. Un party in onore degli artisti, bravissimi, che con generosità hanno deciso di tuffarsi in questa avventura che è stata partorita in un caffè di periferia, alla fermata dell'autobus, un giorno che Adolfina aveva una giacca di rose rosse ed io dei pantaloni alla zuava. In questo bar ci guardavano tutti come fossimo pazze e forse lo siamo davvero. Eppure è nato tutto da lì, il titolo, le esposizioni, gli happening. Abbiamo ordinato due caffè, due spremute ed un toast che abbiamo diviso in due. Pochi soldi in tasca e il tavolino del bar da tener occupato per ore. Quel momento magico non lo scorderò mai. Poi è stato tutto un affanno e un mare di difficoltà ma quel toast e quei caffè, per me, hanno segnato l'inizio di una avventura di cui vado fiera e per la quale ringrazio moltissimo Adolfina. Quindi, sì, in questo periodo ho smesso di bere ma vi assicuro che venerdì brinderò felice. Perché i sogni non bisogna mai smettere di rincorrerli e perché le passioni sono le uniche cose a dare significato alla nostra vita.

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com