Rovigo Oggi

Mancano un'immagine forte e una promozione adeguata

TURISMO ROVIGO Potenzialità e debolezze dell'offerta polesana. L'assessore regionale Finozzi: "Serve un progetto condiviso"


La provincia di Rovigo deve ancora crescere dal punto di vista turistico. I settori da incrementare sono il turismo balneare e quello di visitazione lenta. Le linee guida del progetto ci sono, ma manca ancora lo sforzo degli operatori di settore affinché le potenzialità del territorio si possano esprimere adeguatamente. Tutto questo l'ha detto l'assessore regionale al turismo Marino Finozzi all'incontro organizzato da Unindustria Rovigo sui temi della valorizzazione del tessuto economico e produttivo dell'area polesana

Adria (Ro) - “Se la proposta di alcune aree del nostro territorio regionale fortemente vocate al turismo ha da tempo raggiunto un evidente grado di maturità, in alcuni casi persino di saturazione, ben diversa è la situazione della provincia di Rovigo, dove il margine di crescita è ancora da esplorare e dove emerge la necessità di dotare l’area di un’immagine forte, che la caratterizzi nell’ambito dell’offerta veneta complessiva”.   

Lo ha detto l’assessore regionale al turismo Marino Finozzi, partecipando nei giorni scorsi, presso la sala conferenze dell’Autodromo Raceway di Adria, all’incontro promosso dall’Associazione Industriali della Provincia di Rovigo per approfondire i temi legati alla valorizzazione del tessuto economico e produttivo del settore turistico dell’area polesana.

Attraverso l’introduzione di Gian Michele Gambato, legale rappresentante di Unindustria Rovigo, gli interventi dell’assessore provinciale al turismo, Laura Negri e del presidente dell’Ente Parco Delta del Po, Geremia Gennari, è stato fatto il punto sulle potenzialità e le debolezze dell’offerta polesana. In particolare è stata evidenziata la necessità di puntare sul turismo balneare e su quello “di visitazione”: il primo deve maggiormente caratterizzarsi per l’originale collocazione delle spiagge all’interno dello straordinario contesto naturalistico del Parco del Delta del Po, vera e propria risorsa ambientale, produttiva, agroalimentare e di ospitalità, che, per carenza di informazione e promozione, è da molti considerata appartenente alla vicina Emilia Romagna; il secondo deve far leva sulla creazione e promozione di percorsi per una “mobilità lenta”: ciclabili, ippici, fluviali. 

“Lo sforzo che deve essere fatto dagli operatori del turismo, privati e pubblici, di questo territorio dalle molte potenzialità ancora inespresse – ha detto Finozzi – è quello di lavorare ad una programmazione complessiva, di qualità, che ambisca a dare un marchio, un’identità forte all’offerta polesana nella sua globalità. Lo dico chiaramente: non è più possibile prendere in considerazione progetti di interesse localistico e parziale. Il Polesine può diventare un prodotto più forte nei mercati turistici se tutti i soggetti sapranno lavorare per il medesimo obiettivo progettuale, individuando un’unica cabina di regia in grado di coordinare gli interventi e di utilizzare al meglio le risorse disponibili”.   

“Le linee guida di questo progetto le avete già indicate – ha concluso l‘assessore rivolgendosi agli amministratori e operatori presenti – e siete voi per primi a sostenere l’importanza di caratterizzare l’originalità del turismo polesano distinguendolo dagli altri, facendo leva su una risorsa che solo voi possedete che è quella del Parco del Delta del Po, evitando sovrapposizioni di ruoli e competenze e puntando finalmente, attraverso una comunicazione mirata, a divulgare un’immagine distintiva. In questo percorso virtuoso la Regione sicuramente comminerà al vostro fianco”.