Rovigo Oggi

Un buon calice di vino per i racconti avvincenti del regista bolognese

SPETTACOLI ROVIGO Pupi Avati domenica alla Badoera di Fratta Polesine


La chiusura della kermesse Sorsi d'autore a Villa Badoer di Fratta Polesine (Ro) è domenica alle 21.30. A chiudere l'evento la straordinaria partecipazione di Pupi Avati, il regista bolognese racconterà la sua vita artistica al pubblico presente


Fratta Polesine (Ro) - Domenica 25 luglio villa Badoer di Fratta Polesine sarà la cornice dell’incontro con il regista e autore bolognese maestro della narrazione cinematografica Pupi Avati. L’evento chiude l’11a edizione di Sorsi d’Autore manifestazione che promuove l’eccellenza vitivinicola e turistica del territorio attraverso incontri e degustazioni nelle ville venete. Pupi Avati racconterà la sua storia artistica, l'amore per il jazz e la letteratura, la scoperta del grande schermo, gli incontri importanti della sua vita e gli attori con cui ha condiviso il suo percorso professionale. La serata avrà inizio dalle 21.30 e sarà organizzata da Fondazione Aida, Regione del Veneto, Unione dei Consorzi Vini Veneti doc e Associazione Ville Venete. Durante l’incontro il pubblico potrà degustare i vini dell’Unione dei Consorzi Vini Veneti doc e i formaggi Agriform oltre che visitare la villa fino alle 24. L’evento è organizzato nell’ambito della rassegna "Estate in Villa Badoer". 
Giuseppe Avati nasce a Bologna il 3 novembre 1938 e insegue fin da ragazzo il sogno del cinema, frequentando corsi di regia e cimentandosi con la macchina da presa. Nel 1968 debutta nel lungometraggio "Balsamus l'uomo di Satana" storia tragica e fantasiosa di un nano e dei suoi strani poteri. Fanno seguito qualche anno più tardi "La mazurka del barone della Santa e del fico fiorone" con Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio, "La casa dalle finestre che ridono", "La favola nera di un pittore pazzo morto suicida" e il musical "Bordella" con Gigi Proietti. Nel 1983 arriva "Una gita scolastica" racconto di una gita-premio di un gruppo di studenti del liceo, dove Pupi Avati mette definitivamente a punto il suo stile personale minimalista e intimo che diventerà una costante nella sua produzione. Nascono così "Festa di laurea" commedia amarognola con Carlo Delle Piane, "Noi tre" premio speciale per i valori tecnici alla mostra del cinema di Venezia, "Regalo di Natale" una partita a poker ricca di suspense e di piccoli scorci di vita di provincia e "Storia di ragazzi e di ragazze" che ottiene il David di Donatello per la migliore sceneggiatura. Nel 1991 gira "Bix" biografia di Leon Beiderbecke uno dei pochi jazzman bianchi e l'anno successivo dirige "Fratelli e sorelle" amara riflessione sulla perdita dei valori e degli ideali di una confusa gioventù. Nel 1993 presenta a Cannes il suo film più ambizioso "Magnificat", poi porta sul grande schermo "L'amico d'infanzia", "L'arcano incantatore" e "Festival". Dopo "Il testimone dello sposo" del 1997 con Diego Abatantuono e una debuttante Inès Sastre, Avati dirige "La via degli angeli" ambientato nei primi del Novecento nella campagna emiliana, "I cavalieri che fecero l'impresa" tratto da un suo romanzo e "Il cuore altrove". Nel 2004 è la volta di "La rivincita di Natale". Nel 2005 il regista bolognese porta sullo schermo Vittoria Puccini, Paolo Briguglia e Claudio Santamaria nella commedia romantica "Ma quando arrivano le ragazze?" per poi dirigere Antonio Albanese, Katia Ricciarelli e Neri Marcorè nel divertente "La seconda notte di nozze". Nel 2007 è la volta de "La cena per farli conoscere" con Diego Abatantuono accompagnato da Francesca Neri, Inès Sastre, Vanessa Incontrada e Violante Placido e "Il nascondiglio" incursione nell'horror. Di recente sforna "Il papà di Giovanna", "Gli amici del bar Margherita" e "Il figlio più piccolo". Ha pubblicato la sua autobiografia "Sotto le stelle di un film". Presiede la fondazione Federico Fellini nata nel 1995 in memoria del grande regista riminese, che aveva esercitato grande influenza sullo stesso Avati e che gli era divenuto amico negli ultimi anni di vita.

Marco Scarazzatti