Rovigo Oggi

Volti conosciuti e volti nuovi per il primo ciack

RUGBY ROVIGO DELTA Primo allenamento con Polla Roux al campo Battaglini per i rossoblu


Primo appuntamento al Battaglini. Tutti in riga agli ordini di Polla Roux il cui pensiero è rivolto a rinfoltire la rosa. In vista nuove operazioni di mercato per non rimanere punti dalle spine


Rovigo - Dalla rapida si sarà accorto che la rosa non è lunga. È vero, mancano diversi elementi, ma siamo solo all’inizio. Polla Roux, al suo primo impatto coi rossoblu, sembra non preoccuparsi di qualche vuoto ed attende gli arrivi dei “soliti” cui potrebbe aggiungere qualcuno di “fresco”. E mentre Canale lavora di telefono, lui sta in campo per saggiare i disponibili. Polla, da tutti nessuno escluso si attende il massimo impegno, soprattutto nelle sedute di allenamento. Battute e scherzi fuori dal campo, ma sul prato non sono ammesse deroghe, si lavora.
"Le mie regole sono queste. Mettendoci grinta, passione e condizione fisica, possiamo sopperire a  chi manca". Ma con tutta la più buona volontà anche Polla Roux dovrà inventarsi qualcosa per ovviare alla partenza di Pizarro. Non cercherà un ripiego, ma un uomo adatto che sappia fare il buco e interloquire col mediano di apertura intercambiabile tra Duca e Bustos. Basson ha buone gambe ma è relegato ad estremo e non fa allo scopo.
Ma se oltre ai centri si avverte la necessità di un pilone, considerati i troppi carrettini subiti nella scorsa annata, è imprescindibile l’arrivo anche di un numero otto. Un buon portatore di palla in grado di gestire le diverse fasi, un tipico giocatore a sette dal fisico possente che sappia rompere il primo placcaggio e superare la linea del vantaggio.
Dei nuovi arrivati, più o meno conosciti, si parla di Lunardon: "Non lo conosco - aggiunge Polla - si è appena aggregato al gruppo, un bellunese di cui si dice gran bene. Magari potesse bruciare le tappe entrando come titolare".
Infine sull’arrivo di Zorzi si sa poco: verrà, non verrà? E per la Rugby Rovigo Delta continua la stagione di caccia.

Piergiorgio Callegari