
Protesi ed interventi alla bocca accessibili ai più
SANITA' ROVIGO Guglielmo Brusco chiede maggiore impegno economico dalla Regione per le cure dentarie
Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla Sanità, scrive al proprio omologo regionale Luca Coletto chiedendo di potenziare le cure dentarie gratuite anche alle famiglie che superano la soglia minima di reddito fissata a 8.500 euro annui
Rovigo - Le cure dentarie sono un diritto di tutti i cittadini, e il servizio sanitario pubblico deve garantirle anche a chi ha un reddito basso. Questo il motivo che ha spinto l’assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco ad inviare una lettera al prorpio omologo regionale Luca Coletto per chiedere un potenziamento delle risorse nel settore odontoiatrico pubblico."In periodi di crisi economica come questi – scrive il vice presidente Brusco – il numero dei nuclei famigliari poveri aumenta e di conseguenza aumentano anche i problemi economici che distinguono chi è garantito dal proprio reddito da coloro che non lo sono, anche in ambito sanitario. Uno degli esempi più evidenti di questa differenziazione è legato alla cura del proprio “patrimonio” dentario, facile per le persone ricche, difficile, troppo oneroso e spesso impraticabile per le persone povere. Per diminuire questa differenza che può comportare anche altri problemi di salute a chi non ha un’adeguata cura della propria bocca, occorrerebbe che il servizio sanitario pubblico offrisse una maggiore copertura alle persone più deboli economicamente. Per questo le propongo di alzare il livello, per l’accesso all’assistenza odontoiatrica (anche protesica) ai nuclei famigliari con situazione economica equivalente non superiore ai 20 mila euro annui”.“In caso di difficoltà economiche regionali – conclude Brusco - insormontabili, propongo che almeno sia seguito lo schema progressivo adottato dalla Regione Emilia Romagna che prevede dal paziente una partecipazione di spesa progressivamente più alta a seconda del reddito del nucleo famigliare di riferimento. Per attuare questa azione occorre che la Regione Veneto, oltre che aumentare adeguatamente le risorse da mettere a disposizione delle persone interessate alla gratuità o all’agevolazione per l’uso del servizio odontoiatrico-protesico, (sperimentalmente per il Polesine per almeno 2 milioni di euro annui) aumenti anche l’offerta dei servizi propri e delle rete di quelli affidati a odontoiatri preaccreditati o convenzionati”.