Lo svantaggio competitivo delle piccole e medie imprese è causato dal caro energia: questa la denuncia di Lino Ponzetto, vicepresidente provinciale di Cna Rovigo. Secondo una ricerca del Centro studi Cna, infatti, nel 2009, la bolletta elettrica delle pmi italiane è stata più cara del 30% rispetto agli altri Paesi europei
Rovigo - La bolletta elettrica pagata dalle imprese italiane nel 2009 è più salata di oltre il 30% rispetto a quella degli altri paesi europei e costa alle Pmi circa 10 miliardi di euro l’anno. Questa la denuncia di Lino Ponzetto, vicepresidente provinciale di Cna, il quale sottolinea: “Il caro energia rappresenta una delle principali cause dello svantaggio competitivo del nostro sistema produttivo”.Il dato emerge da un rapporto elaborato dal Centro studi della Cna: in Italia il prezzo dell'elettricità è maggiore di quello medio dei Paesi europei sia al lordo che al netto delle imposte. Le piccole imprese sono maggiormente penalizzate poiché i prezzi applicati nel nostro Paese alle fasce di consumo più basso sono le più elevate con un costo di circa 28,2 centesimi di euro per Kwh il che rappresenta un prezzo maggiore di circa 36 punti percentuali rispetto a quello applicato nell’area dell’euro.“E' quindi necessario - prosegue Ponzetto - diminuire subito le tariffe, eliminando le tasse improprie che appesantiscono i bilanci delle imprese”.Di seguito le soluzioni individuate da Ponzetto per superare le criticità a favore delle Pmi:
introduzione del principio di separazione proprietaria tra i soggetti che gestiscono le infrastrutture strategiche e le imprese che operano a monte e a valle della filiera, al fine di evitare situazioni di concentrazione del mercato e di abuso di posizione dominante; imposizione di tetti antitrust più rigidi nelle fasi di produzione, importazione e vendita; perequazione fiscale sui consumi di elettricità e gas che, a parità di gettito per l’erario, consentirebbe di annullare l’attuale trattamento iniquo tra Pmi e grandi consumatori; eliminazione di accise, addizionali e oneri generali nel calcolo della base imponibile Iva; trasferimento alla fiscalità generale di una parte degli oneri presenti in bolletta e previsione di un tetto massimo per l’imposizione di ulteriori oneri; diversificazione del mix produttivo, puntando sulla generazione distribuita da fonte rinnovabile.