Rovigo Oggi

Quel povero incompreso

EDILIZIA ROVIGO Pochi cittadini hanno approfittato delle opportunità offerte dal Piano casa e sì che doveva rilanciare un intero settore


Le richieste di ampliamento facendo ricorso al Piano casa nel comune di Rovigo sono state finora 68. Una cifra piuttosto bassa se si considera che il provvedimento era stato approvato allo scopo di rilanciare il settore dell'edilizia


Rovigo - I numeri parlano chiaro: le diverse sfaccettature del Piano casa non sono state capite e sfruttate appieno. Tant'è che nel Comune di Rovigo è stato usato prevalentemente per gli ampliamenti a carattere residenziale, mentre l'aspetto ecologico è completamente trascurato.
Da quando è entrato in vigore, l’11 luglio 2009, le richieste avanzate al settore Urbanistica del Comune fino ad oggi sono state in totale 68, di cui 48 dal 1° gennaio 2010. Si tratta prevalentemente di richieste di ampliamento avanzate dai proprietari di immobili che sfruttano la legge regionale per aggiungere un po’ di spazio alla propria casa. Privati cittadini, quindi, residenti nelle zone agricole del territorio comunale o a ridosso del centro città: “Tra i tanti ampliamenti figura solo una attività produttiva” spiega Federico Pugina, vice dirigente del settore Urbanistica. I costruttori che lo stanno utilizzando sono dieci, “sfruttando - aggiunge - l’opportunità di applicarlo alle pratiche giacenti da marzo 2009”.

L’aspetto ecologico non sembra essere tenuto in considerazione: la possibilità di demolire e ricostruire gli edifici ampliandoli del 40%, qualora vengano utilizzate tecniche costruttive di bioedilizia, non è stata finora sfruttata, tant’è che l’ampliamento medio si attesta intorno al 13%.
Su 432 pratiche edilizie relative al 2010, tra Dia (denuncia inizio attività) e permessi di costruire, il Piano casa rappresenta l’11% di queste.
I numeri non sono alti se si considera che la legge era stata approvata per dare ossigeno al settore dell’edilizia. “Il boom di richieste che ci si aspettava non è arrivato - spiega Pugina - ma il provvedimento ha durata biennale, quindi ci si aspetta che a pochi mesi dalla scadenza, i cittadini si affrettino”.

Elisa Barion