Rovigo Oggi

Va in pensione il coach americano del Rovigo

BASEBALL ROVIGO Il pitching coach dell'Ilcea Bob Brandi si ritira


Bob Brandi ha appeso la maglia rossoblu al chiodo, dopo 11 anni nel ruolo di pitching coach dell’Ilcea baseball Rovigo. Lo statunitense ha cresciuto due lanciatori del calibro dei fratelli Enrico e Filippo Crepaldi e ha portato il team rodigino in serie A. Ora si dedicherà alla famiglia


Rovigo - “Non è un addio, ma un arrivederci”, ci tiene a precisarlo Bob Brandi, pitching coach statunitense dell’Ilcea baseball Rovigo che lo scorso luglio ha appeso le scarpette al chiodo. “Comunque mi vedrete ancora come turista nel diamante rodigino per tifare per i miei ragazzi” chiarisce immediatamente.

Bob nasce in California sessantotto anni fa e, come ogni buon americano che si rispetti, a otto anni comincia a giocare a baseball. Come giocatore farà la sua ultima apparizione alla San Francisco State University, durante il periodo dei suoi studi negli anni ‘60, successivamente scoprirà il mondo dell’insegnamento dal quale non si staccherà più. Comincia con l’insegnare matematica ed educazione fisica in una scuola superiore americana poi, nel ’94, si apre la sua stagione italiana approdando al Godo dove ricopre il ruolo di pitching coach per due anni.
Nel ’99 finalmente arriva a Rovigo, allora in serie C1, nello stesso anno l’Ilcea otterrà la promozione in serie B. Da allora Bob ha ottenuto molte soddisfazioni con il baseball rodigino, quelle più evidenti sono sicuramente la promozione in serie A con l’Ilcea e aver cresciuto due lanciatori del calibro dei fratelli Enrico e Filippo Crepaldi. Il primo titolare inamovibile dell’Ilcea e il secondo futura promessa del baseball rossoblu e azzurro, come sta dimostrando con la nazionale Juniores nella quale milita da diversi anni.

Il motivo di questo addio al mondo del “batti e corri” è di natura strettamente familiare, “ho otto nipoti che hanno dai due ai quindici anni che non ho praticamente mai visto, mi piacerebbe dedicarmi un po’ a loro e diventare un bravo nonno” spiega il tecnico statunitense. Riguardo alle cose che lo hanno impressionato di più da quando è a Rovigo, Bob afferma con certezza che si tratta dell’organizzazione e la passione che gira attorno alla società rossoblu.
In merito alle cose che gli mancheranno di più del baseball rodigino, Bob afferma: “Sicuramente quello che mi mancherà di più del baseball rodigino saranno i giocatori. La soddisfazione più grande per un allenatore è quando gli occhi di un giocatore si illuminano a dimostrazione che hanno capito quello che gli si voleva trasmettere”.