
Rovigo - “Amor che a nullo amato amar perdona…lo scriverò sui muri e sulle metropolitane di questa città…” cantava nel 1994 Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, nella sua Serenata rap. La canzone ebbe un successo spaventoso. Il disco andò a ruba, gettonato soprattutto tra gli adolescenti e tra gli innamorati. Qualche anno più tardi, lo scrittore romano Federico Moccia, raccontando l’amore di Step e Babi in “Tre metri sopra il cielo” e “Ho voglia di te”, recuperava il motivo del muro scritto. A Roma, come a Milano, nelle grandi città come in periferia e così a Rovigo, basta alzare gli occhi da terra per accorgersi che l’amore è spesso un’urgenza di comunicazione incontenibile, soprattutto in prossimità dei luoghi frequentati dai più giovani. In via Parenzo, a pochi passi dall’ingresso dell’Istituto tecnico per Ragionieri, qualcuno scimmiottando Step ha trascritto la frase che ha fatto del romanzo di Moccia un best seller “Dove arrivano gli innamorati, io e te tre metri sopra il cielo”. In via Badaloni, Cupido che sfreccia all’ombra del liceo Celio ispira cose più semplici :“Ti amo”, Ti voglio bene” “Marta I Love” ecc. e ciò accade anche in via Alcide De Gasperi, in prossimità di un altro liceo. Se ci si inoltra nel cuore del centro storico cittadino, al riparo però dalle luci indiscrete delle vetrine dei negozi, lì dove fino a l’anno sorso l’Amore parlava di sé anche dagli schermi del rimpianto cinema Odeon, via Manzoni appunto, le scritte sintetiche diventano vere e proprie dichiarazioni. Il supporto è sempre il muro di qualche palazzotto e lo strumento è sempre la bomboletta spray. “Fra sogno e realtà non c’è differenza, perché tu sai rendere reale tutto quello che ho sempre sognato. Ti amo”, campeggia in bianco su uno sfondo di mattoni rossi. Sotto ogni scritta spesso c’è la data. Gli autografi si limitano invece a qualche sigla: Ciop, Bi+Bi, Ciccina, Ebo, Dade… non chiare abbastanza per permettere ai passanti di identificare gli innamorati. “Il sentimento dell’amore – spiega Matteo Spagnolo psicologo e psicoterapeuta – per suo statuto sente la necessità di mostrarsi e di oltrepassare i confini del corpo. Questa messa fuori di sé è più immediata e facile in quella fase dell’età in cui le barriere della ragione sono meno stratificate dalle paure, dai traumi, dal passato”. Per il dottor Spagnolo in una società come la nostra in cui tutto è ridimensionato al vantaggio immediato e dal transitorio, manifestare un sentimento di coinvolgimento affettivo e dichiararlo duraturo in eterno è un atto controcorrente. E controcorrente è per i ragazzi scrivere sui muri. Ma c’è un rischio:” che questo eccesso di esternazione mascheri in realtà la mancata interiorizzazione e consapevolezza di ciò che si vive. L’amore infatti è prima di tutto un sentimento intimo, che obbliga la persona a confrontarsi con sé e con l’altro”. Tra il bisogno di superare le barriere e il rischio connesso, ci sono le sanzioni amministrative in cui gli innamorati che sporcano i muri della città, anche se protetti da Cupido e da San Valentino, possono incappare. Ma infondo che gli importa? Forse nulla, perché come diceva Jaques Prevert: ”I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno…”.
Micol Andreasi