Rovigo Oggi

I neo iscritti senza possibilità di scelta

POLITICA ROVIGO Leonardo Raito e le deroghe per il voto al prossimo congresso provinciale del Pd


L'assessore proviniciale Leonardo Raito (foto a lato) esprime le proprie critiche nei confronti delle regole congressuali nazionali, secondo le quali la possibilità di votare i rappresentanti del Pd viene consentita solo agli iscritti del luglio 2009 che abbiano rinnovato la tessera nel 2010. Per il Pd di Rovigo è necessario invece un rinnovamento più incisivo, possibile solo derogando tali regole


Ci stiamo preparando a un autunno importante per la politica polesana e anche il congresso del nostro partito, il Pd, si svilupperà in un clima frizzante sia a livello nazionale, dove mi pare che il partito non guardi con interesse alle possibili elezioni anticipate, che a livello locale, dove la partita per il capoluogo, e la prossima tornata amministrativa che vedrà un certo numero di comuni andare a rinnovo, rappresenta una sfida tutta da giocare.

Certo, le regole congressuali non sono consone a un partito coraggioso e che abbia voglia di aprirsi alla società. La possibilità di votare ed eleggere i propri rappresentanti viene consentita solo agli iscritti del luglio 2009 che abbiano rinnovato la tessera nel 2010. Nella logica di un territorio che voglia rinverdire la propria idea di autonomia, non sarei dispiaciuto se il partito provinciale decidesse di derogare le regole nazionali.

Innovare il partito o dar luogo a una nuova fase di transizione?
Ecco il dilemma a cui saranno ispirate le manovre precongressuali. I democratici dovrebbero partire da alcune certezze:

1. dobbiamo diventare il centro programmatico della politica polesana, valorizzando le competenze presenti, promuovendo idee innovative che possano strutturare una politica di obiettivi a medio lunga scadenza;
2. dobbiamo ripartire da una classe di amministratori che hanno capacità e consenso radicato sul territorio, che possono proporre un ventaglio di soluzioni;
3. dobbiamo lavorare per promuovere i buoni modelli di gestione della cosa pubblica (le buone amministrazioni degli enti pubblici, di secondo grado ecc.);
4. dobbiamo creare un sistema di comunicazione più efficace sia verso l’esterno che verso l’interno, favorendo una gestione collegiale del partito, informando sulle scelte e le strategie elaborate a livello regionale e provinciale.

Partendo da queste idee e considerandole come punti fermi per il partito, credo sia possibile trovare convergenze anche sul coordinatore provinciale.

Quanto alla mia idea di fondo, non temo di ribadirla. Immagino un grande patto generazionale, in grado di far maturare una classe dirigente che possa interpretare la guida del partito nei prossimi dieci anni, facendo nel contempo crescere una nuova leva di amministratori e rappresentanti in grado di guadagnarsi consenso sul campo e, di conseguenza, spazi e ruoli determinanti per la guida del territorio. Di fronte a questo progetto, sarebbero di più i motivi di aggregazione che di divisione.

Leonardo Raito
Assessore provinciale