Lotta alla cementificazione: è nato il comitato civico “Voler bene ad Adria”. Pronta una petizione contro la decisione del Comune di mettere all’asta tre lotti di terreno, ad oggi spazi di verde pubblico ma di fatto aree edificabili
Adria - Secondo la neonata associazione, “Voler bene ad Adria”, le aree in questione, situate in via Respighi, riviera Cengiaretto e viale Risorgimento (
scarica la cartina con le aree indicate) rappresentano una preziosa risorsa paesaggistica, di pubblica utilità, visto anche lo smisurato sviluppo urbanistico della città a discapito delle zone verdi.
Più di quattrocento le firme raccolte sabato dall’associazione (l
eggi la petizione) che da largo Mazzini e piazza Bocchi, ha dato il via alla protesta contro l’iniziativa dell’Amministrazione comunale.
Così Donatella Fregatti, portavoce di “Voler bene ad Adria”: "Il Comune ha deliberato la vendita di aree pubbliche che rappresentano un valore inestimabile dal punto di vista ambientale: spazi verdi che contengono alberature di pregio, aree di gioco per bambini, zone di parcheggio utilizzate dai residenti ed istituti scolastici, luoghi di aggregazione adiacenti ad attrezzature sportive. Ricordiamo che gli alberi sono i polmoni verdi della città, gli unici che diminuiscono l’anidride carbonica e l’innalzamento delle temperature. Molti cittadini in questi giorni hanno espresso una forte contrarietà rispetto a questa decisione. Speriamo che la Giunta receda dal provvedimento e nessuno partecipi all’asta in questione. Oltre alla raccolta firme per la petizione, stiamo inoltre organizzando altre azioni di protesta e di sensibilizzazione. Mercoledì 1 settembre invitiamo tutti i cittadini ad una visita in bicicletta delle aree verdi da salvaguardare, con partenza alle ore 18 da piazza Bocchi". E Simonetta Girardi sostenitrice dell’associazione aggiunge: "Ho visto i lotti di terreno messi in vendita sul sito internet del Comune, mi sono stupita e scandalizzata. Un' amministrazione lungimirante non dovrebbe, solo per fare cassa vendere i tesori di tutti. Questi luoghi sono ad oggi occupati da alberi trentennali e frequentati da tanti cittadini, soprattutto bambini ed una volta venduti saranno persi per sempre. Gli abitanti delle zone interessate non sono stati messi a conoscenza della scelta dal Comune".
Edoardo Zambon