Martedì 31 agosto l'ufficio scolastico provinciale ha completato le nomine del personale Ata, ovvero il personale non docente. A fronte di 171 assunzioni, sia di ruolo che a tempo determinato, 73 collaboratori scolastici hanno subito le conseguenze dei tagli. 50 di loro si sono ritrovati nell'atrio dell'Ufficio scolastico per protestare
Rovigo - Mondo della scuola polesana in subbuglio e paralizzato dalle nomine del personale non docente che ha subìto una potente sforbiciata. Forti le proteste di martedì 31 agosto avvenute nell'Ufficio scolastico provinciale di via Don Minzoni.
Una cinquantina di collaboratori scolastici, arrabbiati delusi e amareggiati hanno bloccato l'atrio perché dal 13 settembre saranno 73 i collaboratori scolastici che non prenderanno servizio negli istituti della provincia. All'esterno dell'ufficio un'auto della polizia locale con due agenti e due poliziotti che controllavano a distanza la protesta.
E' il direttore del personale Francesca Sabella a spiegare le logiche delle assunzioni. In sintesi, i posti di lavoro del personale non docente vengono dapprima destinati agli assunti con contratto a tempo indeterminato. Per i posti che rimangono vacanti, i dirigenti scolastici, passando attraverso l’Ufficio scolastico, rivolgono una richiesta al Ministero dell’Istruzione, il quale a sua volta chiede al Tesoro la disponibilità di risorse per dare il via libera alle assunzioni a tempo determinato o supplenze. Sulla base della copertura economica garantita, l’Ufficio scolastico procede con le nomine, chiamando i collaboratori a partire dalla 1a fascia. Per il prossimo anno scolastico sono stati assegnati 13 posti di ruolo e 114 supplenze ai collaboratori scolastici, 4 posti di ruolo e 25 a tempo determinato per gli assistenti amministrativi, un posto di ruolo e 12 a tempo determinato per il personale tecnico, infine un posto di cuoco e uno di infermiere.
Cosa farà mai un collaboratore scolastico? Apre e chiude la scuola, condivide con gli insegnanti la responsabilità di favorire, nell'ambiente scolastico, il benessere dei bambini, accompagnando con sollecitudine tutte le attività di routine che si svolgono nella scuola come l'ingresso e l'uscita, il pranzo, l'uso dei servizi, il riposo. L'opera dei collaboratori si esplica inoltre su tutte le funzioni che riguardano la cura, l'igiene, la sicurezza degli ambienti. Detta come va detta sono i bidelli, una volta si chiamavano così, che gestiscono i bambini prima, dopo e durante le ore di lezione impartite dagli insegnanti, e i bambini hanno bisogno di essere controllati e seguiti, non possono essere lasciati in balia di se stessi.
E così, in un clima di rabbia e delusione, sono tante le storie personali e tutte parlano di sacrifici e chilometri, tanti chilometri per poter accedere alla ambitissima prima fascia. Si distingue una voce che lascia l’amaro in bocca, è quella di un signore, che si trova lì per conto della moglie, a casa in maternità e che ora si ritrova senza lavoro. E’ un operaio metalmeccanico che racconta: “Quando mi sono presentato in fabbrica senza scarpe antinfortunistiche, il titolare non mi ha fatto entrare - e continua - Possibile che il Ministero non voglia tutelare i bambini che le famiglie che affidano alla scuola?". Più di qualcuno tra i presenti conferma, lamentandosi di essersi più volte ritrovato da solo a sorvegliare anche un centinaio di bambini.Anche la signora Paola di Taglio di Po ha portato la propria esperienza di precaria: lo scorso anno si occupava il venerdì della scuola dell’infanzia di Ficarolo, lavorando part time il resto della settimana nella scuola media del suo comune di residenza, quindi di chilometri ne ha macinati parecchi. La signora Gloria di Stanghella ha fatto letteralmente i salti mortali in tutto l’Alto Polesine, accettando contratti da tre ore a settimana compresa la scuola di Castelmassa durante i corsi serali per extra comunitari. Idem la signora Cristina, che da Crespino andava a Castelmassa. Singolare l’esperienza del signor Davide di Porto Tolle, che ha prestato servizio 8 mesi a Castelmassa, prendendo in affitto un appartamento. “Considerate le spese per il trasporto e la casa, del mio stipendio non restava nulla” commenta. Tutto questo per ottenere il riconoscimento in 1a fascia (arrivando a 24 mesi di lavoro) per sperare nella supplenza annuale, e invece eccolo qui a fare parte del gruppo degli esclusi.
Tra martedì 31 e mercoledì 1° settembre saranno completate anche le nomine del personale docente, il cui organico è stato tagliato del 5%, “ovvero oltre 300 insegnanti in meno - spiega Bertilla Gregnanin, segretario della Cisl scuola -, un taglio a dir poco preoccupante”. Elisa Barion