Rovigo Oggi

Il comparto ittico non ce la fa più

PESCA PORTO TOLLE (ROVIGO) Il settore in crisi coinvolge la filiera di 4mila polesani. L'assessore regionale Franco Manzato si schiera con i lavoratori e incontrerà il ministro Catania per trovare delle soluzioni


In Polesine la pesca è la prima economia. Il settore sta soffrendo un periodo di grave crisi dovuta al calo del pescato, all'introduzione delle regole europee fortemente penalizzanti e al caro gasolio che ha portato ad un aumento dei costi. L'assessore regionale Manzato sta preparando un documento che illustreà al ministro Mario Catania la settimana prossima dove elencherà difficoltà e possibili rimedi


 
Venezia – Franco Manzato, assessore regionale alla Pesca, chiede al governo italiano se il comparto ittico sia o meno una priorità. Le risposte, in via indiretta, sono arrivate in questi ultimi anni, soprattutto con l'avvento del divieto per la piccola pesca a strascico di operare entro le tre miglia.

Non si era mosso un dito per chiedere una proroga all'Europa, ma, soprattutto, nel periodo in cui si dovevano presentare osservazioni e richieste, solo le associazioni di categoria e gli operatori di settore hanno lanciato l'allarme, rimanendo inascoltati.
Alla crisi dovuta ad un calo del pescato, con conseguente calo delle vendite nei mercati ittici locali, va unirsi anche il caro gasolio che ha portato ad un aumento dei costi, a fronte di una diminuzione di fatturato. Ad aggravare la situazione l’entrata in vigore di regolamentazioni europee fortemente penalizzanti, con l’introduzione del meccanismo delle licenze di pesca a punti, decurtabili per singola infrazione commessa sino alla revoca, e l’impossibilità di ritirarsi dignitosamente dall’attività “rottamando” le imbarcazioni.

 
I pescatori si sono riuniti a Chioggia il 26 gennaio, con le loro organizzazioni, e Manzato è stato affiancato dai consiglieri Carlo Carlo Alberto Tesserin e Lucio Tiozzo. In Polesine, la pesca è la prima economia ed anche gli operatori polesani hanno partecipato alla manifestazione clodiense, confermando uno stato di agitazione che oramai dura da molto tempo.
Il comparto dell'Alto Adriatico è a rischio chiusura e solo in Polesine significa una filiera di circa 4000 persone.

Manzato si schiera dalla parte dei pescatori: “Siamo al loro fianco per far sentire la vicinanza delle istituzioni e appoggiarne le richieste di fronte al governo – spiega -. Prepareremo con l’unità di crisi un documento, che porterò e illustrerò personalmente al ministro Mario Catania la prossima settimana, dove si elencano difficoltà e possibili rimedi, anche a fronte dell’eccessiva burocratizzazione del rapporto con le amministrazioni statali interessate, della mancanza di risorse da destinare alle demolizioni e alla mancata attivazione di strumenti di tutela sociale”.

La manifestazione del 28 gennaio indetta dall'Aci (Alleanza cooperative italiane) a Civitanova Marche, per la quale erano pronti a partire due pullman da Porto Tolle e Pila seguiti da auto, è stata sospesa, in quanto sembra essere stata chiarita la problematica legata l'iva sul carburante.


Nicola Cappello