

In Polesine la pesca è la prima economia. Il settore sta soffrendo un periodo di grave crisi dovuta al calo del pescato, all'introduzione delle regole europee fortemente penalizzanti e al caro gasolio che ha portato ad un aumento dei costi. L'assessore regionale Manzato sta preparando un documento che illustreà al ministro Mario Catania la settimana prossima dove elencherà difficoltà e possibili rimedi
Venezia – Franco Manzato, assessore regionale alla Pesca, chiede al governo italiano se il comparto ittico sia o meno una priorità. Le risposte, in via indiretta, sono arrivate in questi ultimi anni, soprattutto con l'avvento del divieto per la piccola pesca a strascico di operare entro le tre miglia.
Non si era mosso un dito per chiedere una proroga all'Europa, ma, soprattutto, nel periodo in cui si dovevano presentare osservazioni e richieste, solo le associazioni di categoria e gli operatori di settore hanno lanciato l'allarme, rimanendo inascoltati.
Alla crisi dovuta ad un calo del pescato, con conseguente calo delle vendite nei mercati ittici locali, va unirsi anche il caro gasolio che ha portato ad un aumento dei costi, a fronte di una diminuzione di fatturato. Ad aggravare la situazione l’entrata in vigore di regolamentazioni europee fortemente penalizzanti, con l’introduzione del meccanismo delle licenze di pesca a punti, decurtabili per singola infrazione commessa sino alla revoca, e l’impossibilità di ritirarsi dignitosamente dall’attività “rottamando” le imbarcazioni.
Nicola Cappello