Rovigo Oggi

Il mondo ovale ha perso, ingiustizia è fatta

RUGBY ECCELLENZA Resta invariato il risultato di gara 1 di semifinale con Viadana in vantaggio 18-12 su Calvisano. Respinto l’ulteriore ricorso

Protocollo HIA ridotto ad una farsa, il Viadana si vede respingere il ricorso per la seconda volta. Il Calvisano aveva sostituito un giocatore temporaneamente durante il match di gara 1 di semifinale scudetto senza averne titolo per un finto trauma cranico, ma poi era rientrato con un benda al ginocchio

Leggi il conunicato di Viadana, Rovigo e Petrarca sul caso HIA
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Leggi l’articolo sulle citazioni del Calvisano contro il Viadana
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Roma - La Corte d’Appello federale ha respinto venerdì 19 maggio l’ulteriore ricorso del Viadana dopo il caso Paz e la sostituzione per la finta concussion. Neanche un comunicato congiunto di Rovigo, Viadana e Padova ha scosso le coscienze dei giudici. Da oggi in Italia non c’è più certezza del diritto. Un cambio irregolare, ma passato per buono peserà sulla coscienza del Cavisano fino a fine stagione. Sabato 20 maggio al San Michele il ritorno di semifinale, risultato invariato, il Viadana dovrà difendere il risultato di gara (18-12), non molto.

Il comunicato della Fir

La Corte Sportiva d’Appello FIR, presieduta dall’Avv. Achille Reali, si è riunita oggi presso la sede federale dello Stadio Olimpico di Roma per esaminare il reclamo presentato dalla Società Rugby Viadana 1970 avverso la decisione del Giudice Sportivo Nazionale relativa all’incontro d’andata del turno di semifinale del Campionato Italiano d’Eccellenza del 7 maggio scorso tra Rugby Viadana 1970 e Patarò Calvisano.

La Corte Sportiva d’Appello, respingendo il ricorso visti gli art. 61, 14, 22, 25, 29/1 lett. E), 52 e 63 del Regolamento di Giustizia, la Regola di Gioco n. 3 nonché il Processo HIA (Istruzioni operative) della Commissione Medica Federale ed il Protocollo HIA di World Rugby ha evidentemente ritenuto la propria competenza ed ha potuto di conseguenza esaminare il merito della controversia.

Le motivazioni saranno quanto prima depositate e pubblicate.

La Federazione Italiana Rugby, a conclusione di una vicenda che tanto dibattito ha suscitato all’interno del movimento, desidera ribadire come l’unico fine dell’applicazione sperimentale del protocollo “Head Injury Assessment” sviluppato ed applicato dalla Federazione internazionale sia esclusivamente la prevenzione degli esiti dei traumi cranici, costituendo un protocollo prettamente medicale che non incide sul risultato dell’incontro.

Le quattro Società semifinaliste, in occasione tanto della riunione dei dirigenti dell’1 maggio che in quella degli staff medici del 2 maggio, erano state informate di come il protocollo sarebbe stato introdotto in via sperimentale, garantendo la piena collaborazione al processo di revisione successivo alla sperimentazione stessa. 

Alla riunione tra la Commissione Medica Federale e gli staff medici dei Club semifinalisti di martedì 2 maggio erano presenti i rappresentanti degli staff medici di Patarò Calvisano, Petrarca Padova e Femi-CZ Rovigo (per il Viadana, ma nel comunicato non c'è scritto, c'er alo staff tecnico e il direttore sportivo).

L’applicazione del protocollo, seppur in via sperimentale, costituisce un significativo passo avanti nel processo di sviluppo del Campionato Italiano d’Eccellenza e nella sensibilizzazione di tutte le Società ad una maggiore attenzione alla salute dei giocatori, nonché un pieno allineamento alle richieste di World Rugby in relazione al player welfare nelle principali competizioni nazionali. 

Il percorso avviato da FIR con l’introduzione sperimentale del Protocollo HIA nelle fasi finali del massimo campionato proseguirà come previsto con l’intento di progredire nel percorso di formazione e responsabilizzazione in materia degli staff medici, tecnici e dirigenziali delle società. 

Attendiamo con ansia le motivazioni del mancato accoglimento del ricorso, siamo sicuri che questa questione non finità qui, per il bene dello sport tutto. La tutela dei giocatori è sacrosanta, ma anche quella delle società che investono nel rugby. 

 

 

19 maggio 2017