Rovigo Oggi

Il Polesine piange il suo cantore: addio a Gian Antonio Cibotto

LA CULTURA IN LUTTO (ROVIGO) Se n’è andato a 92 anni. Giornalista, scrittore, ha saputo come nessun altro cantare la bellezza e l’incanto del Polesine, ma anche i suoi drammi e la sua forza

Vincitore del premio Guidarello e del premio Napoli, giornalista del Gazzettino, scrittore e intellettuale raffinatissimo, uomo di cultura, appassionato cantore della sua terra e della sua gente. Gian Antonio Cibotto se n’è andato a 92 anni, dopo che da tempo faceva una vita ritirata, anche per le sue condizioni di salute

Rovigo - I più giovani lo ricordano in giro alla sua Graziella, per Rovigo, con l’immancabile cappello in testa, il parlare forbito, quasi anacronistico. Un vezzo che nascondeva una intelligenza sempre pronta, una arguzia mai sopita, nonostante l’età. Gian Antonio Cibotto se n’è andato a 92 anni. E con lui, lo scrittore del Polesine, una memoria storica di tempi ormai dimenticati, un cantore appassionato della sua terra, della sua gente, delle sue storie e dei suoi segreti.

E’ stato redattore de La Fiera Letteraria, diretta da Vincenzo Cardarelli, giornalista per il Gazzettino e ha collaborato, negli ultimi anni di attività, con La Voce. Ha guadagnato però fama nazionale per le sue opere letterarie sul Polesine, i suoi libri forti, immaginifici, a tratti visionari ma sempre con un saldissimo legame con la realtà del Polesine: Cronache dell'alluvione; La coda del parroco; Scano Boa; Stramalora; La vaca mora; Diario veneto; Veneto segreto; Veneto d'ombra; Un certo veneto; I giorni della Merla; il principe stanco. Libri che parlan di un Polesine che non c'è più, dei suoi cambiamenti, dal dopoguerra in avanti, con uno stile particolare, che colpiva a fondo il lettore.

Negli ultimi anni la sua pur straordinaria vitalità aveva dovuto fare qualche concessione all’età, riducendo molto la sua produzione e le sue comparse in pubblico.
12 agosto 2017