Rovigo Oggi

L'attacco: “Burocrazia e Parco rovinano i pescatori”

PESCA PORTO TOLLE (ROVIGO) Il sindaco Claudio Bellan e l’assessore competente Valerio Gibin domandano interventi urgenti, per salvare le lagune. Ma le difficoltà non sono da poco

"Non è possibile che un intervento progettato di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle lagune debba attendere tre o quattro anni prima della sua realizzazione”. Risolvere la questione dell’interramento delle lagune, ma anche la crisi del mondo della pesca bassopolesano. Difficile, ma non impossibile, secondo gli amministratori di Porto Tolle, se non fosse per la lentezza e le pastoie burocratiche, lamentano



Porto Tolle (Ro) - “Il problema del continuo interramento della bocca del porto di Pila e la situazione di criticità in cui si trovano oggi le lagune nel territorio del Comune di Porto Tolle  e la Sacca degli Scardovari, denunciata dai presidenti delle cooperative di pescatori e dovuta alla mancanza di interventi di scavo, rappresentano le due facce della stessa medaglia”. Ne sono ben consapevoli il sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan e l’assessore comunale alla Pesca Valerio Gibin.

“Se è vero - proseguono - che il problema dell'interramento dei porti è un'emergenza nazionale che riguarda tutto il territorio del Bel Paese  come è stato affermato nella riunione tenutasi a Roma qualche settima fa presso gli uffici del ministero delle Infrastrutture e trasporti, è altrettanto vero che questa questione assume delle valenze del tutto particolari nel contesto del Delta del Po. A differenza degli altri territori il contesto deltizio si contraddistingue per l'azione naturale svolta da millenni dal fiume Po nella sua foce che con il deposito di quantità impressionanti di inerti determina, da sempre, un avanzamento della linea di costa in un processo di continua metamorfosi degli ambienti. La situazione attuale, ammirata da tutti per il grande valore naturalistico ed ambientale, è però il risultato dell'azione diretta dell'uomo che con enormi sacrifici ha saputo governare e regolamentare i processi naturali creando un ambiente dal grande valore ambientale ma in grado di ‘ospitarlo’ garantendo alle generazioni future una prospettiva di vita”.

“Questo territorio è ostaggio della burocrazia e anche della poca attenzione delle istituzioni, soprattutto , quando si tratta di investire impegno e risorse.

Pertanto neccessita un’attenzione particolare con norme specifiche che possa consentire di intervenire in modo rapido e tempestivo sull’ambiente, soprattutto nelle lagune, nelle quali oggi viene sviluppata l’attività principale del nostro territorio cioè la mollischicultura in particolare le vongole occupando circa 2000 adetti tra diretti e indiretti. Il mondo della pesca oggi è in questa situazione con i posti di lavoro a rischio, con un settore economico principale che è prioritario per l’economia del Polesine, ma ostaggio della burocrazia”.

“Quindi se siamo tutti concordi che il nostro territorio è unico dovremmo essere tutti concordi nel dire che serve una legge speciale per il Delta del Po che possa consentire di sburocratizzare gli interventi che neccesssitano per salvaguardare le attività economiche la biodiversita e ambiente. Non è possibile che un intervento progettato di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle lagune debba attendere tre o quattro anni prima della sua realizzazione”.

E a questo punto la domanda che gli amministratori di Porto Tolle si pongono è chiara: “Ma le attuali norme di tutela ambientale con i rigidi strumenti applicativi richiamate dal direttore del Parco a giustificazione dei ritardi nei lavori di scavo, perseguono veramente questo obiettivo in un contesto dinamico ed in continua evoluzione come è il Delta del Po? Su questo tema il direttore sembra dimenticare i numerosi confronti intercorsi già due anni fa con Regione, amministratori comunali e presidenti di cooperative di pescatori e i conseguenti impegni presi per arrivare a definire delle ‘regole guida’, stabilite dalla Regione, che proprio nel rispetto di quelle norme di tutela ambientale da lui richiamate permettano delle modalità di intervento più immediate ed efficaci”.

“A distanza di oltre due anni da quel impegno preso si può oggi constatare solamente che è stato disatteso e i problemi neanche affrontati. Il consorzio pescatori ha già subito importanti perdite: ad esempio il seme delle cozze è completamente morto per la mancanza di ossigenazione delle lagune e sono a rischio moria anche notevoli quantità di vongole, il che condizionerà in modo determinante la produzione e raccolta nei mesi più importanti dell’anno quali sono il mese di novembre e dicembre”.

“Non possiamo più tollerare questa situazione, ostaggio della burocrazia o di istituzioni come il Parco, ggovernato da un commissario, esautorando da anni il territorio e dove ancora una volta vince il burocrate e non il territorio. Chiediamo interventi politici importanti alla Regione e al Governo”.

12 agosto 2017