Rovigo Oggi

"Con dolore dovetti lasciare la mia cara famiglia"

LA GRANDE GUERRA BADIA POLESINE (ROVIGO) SarĂ  presentato il diario di guerra e prigionia del caporale Domenico Bendin in sala Soffianti il 19 novembre alle 10.30

Squarci di vita dai quadernetti di storia scritti a mano tra il 1916 e 1917 dal caporale Domenico Bendin, prigioniero di guerra degli austro tedeschi. Una mattinata all’Abbazia della Vangadizza per la presentazione del diario, curato dal Livio Zerbinati, e pubblicato da Cierre editore 



Badia Polesine (Ro) - Proseguono le commemorazioni del centenario da Caporetto. A Badia Polesine domenica 19 novembre alle 10.30 in sala Soffianti sarà presentato il diario di guerra e prigionia del Caporale Domenico Bendin, catturato dagli autori tedeschi il 4 novembre 1917.  

Sono memorie di guerra e di prigionia scritte su due sottili quadernetti che Domenico è riuscito, tra mille traversìe, a conservare durante la reclusione seguita alla rotta di Caporetto, che raccontano la sua esperienza di soldato, dal giugno 1916 all’ottobre 1917, e di prigioniero, dal novembre 1917 al maggio 1918, data in cui il diario si interrompe per motivi che non sono noti. All’iniziativa parteciperanno Cristiano Bendin, pronipote di Domenico, Fabrizio Bendin, nipote dell’autore, Giuseppe Rossato, autore della trascrizione del diario e Livio Zerbinati, autore del profilo biografico e dell’inquadramento storico del diario.  Gli interventi iniziali sono a cura dell’assessore Valeria Targa e di Paolo Aguzzoni.

L’editore veronese, Cierre edizioni, spiega come “le pagine di Domenico Bendin ci comunicano in modo forte le sue esperienze: l’arruolamento, la guerra e poi la prigionia, che l’acquisita consapevolezza gli suggerisce di trasferire sulla carta, unico mezzo, ieri più di oggi, per trasmettere l’immagine di sé e dei propri sentimenti ai posteri. Ne escono squarci di vita che testimoniano quanto quell’esperienza lo avesse sconvolto e cambiato rispetto al Domenico partito dalla sua città nel giugno 1916. Per tali motivi questa testimonianza merita di essere resa pubblica, integrata e arricchita da una ricostruzione accurata del contesto storico”.

14 novembre 2017