Rovigo Oggi

"Legge rispettata ma rovinate le nostre imprese edili"

LAVORI PUBBLICI BADIA POLESINE (ROVIGO) Il presidente di Ance Rovigo, Paolo Ghiotti, porta l’esempio del museo civico per illustrare come le pubbliche amministrazioni scelgano di affidare gli appalti con la procedura del massimo ribasso senza valutare alt

Un modus operandi diffuso su scala regionale che non tutela le aziende locali quello del massimo ribasso che viene adottato spesso come unico principio nella valutazione dell’affidamento da parte degli amministratori senza considerare altri fattori fondamentali per interventi pubblici. Il caso che viene portato all’attenzione è quello del restauro del museo civico di Badia Polesine ad un’impresa di Aragona



Badia Polesine (Ro)- “L’edilizia è un settore strategico per il tessuto economico locale e le nostre aziende che già hanno sopportato il peso della crisi vanno tutelate anche per salvaguardare posti di lavoro. L’Ance Rovigo non vuole assistenzialismo, ma dove il codice degli appalti lo consente, nella massima trasparenza e rispetto delle normative si chiede un assunzione di responsabilità morale ed etica da parte degli amministratori locali che devono avere la consapevolezza che solo con il loro supporto possono essere tutelati posti di lavoro e ridotta la moria d’imprese”.

Così Paolo Ghiotti, presidente di Ance Rovigo, sottolinea il suo rammarico per l’affidamento dei lavori, dal valore di 650 mila euro, di restauro del museo civico di Badia Polesine (LEGGI ARTICOLO) ad un’impresa di Aragona, in provincia di Siracusa. Il bando, inoltre, non prevede la presa visione dei luoghi e delle opere, ma determina l’acquisizione in permuta di una proprietà comunale per un valore di 95mila euro.

“Il Comune si è mosso nel pieno e totale rispetto della legge – spiega Ance Rovigo – ed infatti non è nostra intenzione fare polemica di alcun tipo, ma non capiamo come mai si affidino questi lavori ad un’impresa che non si conosce e non è del territorio. E soprattutto gli amministratori dovrebbero chiedersi come mai chi arriva da così lontano e dovrebbe avere delle spese di trasferta molto pesanti riesce ad offrire uno sconto migliore di circa il 30%  rispetto a chi opera sul territorio. Al bando hanno partecipato 26 imprese di cui la metà del centro sud. Questo significa che nonostante una presenza massiccia di aziende locali il risultato premia una realtà che arriva da fuori”.

Secondo Ghiotti serve la consapevolezza da parte di chi amministra che in questo modo si innesca un meccanismo perverso per il quale i lavori vengono subappaltati ad un’impresa del territorio che magari in crisi è costretta ad accettare pur lavorando sottocosto: “si tratta di un modus operandi che mette in difficoltà le aziende del territorio, mentre il codice degli appalti con la procedura negoziata permetterebbe di operare in sinergia con alcune imprese di fiducia presenti sul territorio. Un’opzione che consentirebbe di guardare negli occhi l’impresa costruttrice e come nel caso di questo appalto che prevede una permuta valutare una soluzione condivisa con chi conosce da vicino le esigenze del territorio”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Ance Veneto, Giovanni Salmistrari per sottolineare come “il caso di Badia Polesine non sia un esempio isolato, ma un trend che si ripete frequentemente a livello regionale. Il massimo ribasso viene adottato spesso come unico principio nella valutazione dell’affidamento da parte degli amministratori senza considerare altri fattori fondamentali come la qualità dei materiali, l’affidabilità, la presenza sul territorio. L’edilizia è un settore fondamentale per l’economia locale e per questo crediamo che meriti rispetto per la competenza e la qualità dei lavori che è in grado di offrire”.

 

6 dicembre 2017