Rovigo Oggi

Amarcord e storia in Pescheria nuova 

CULTURA ROVIGO La mostra “Centocinquant’anni di sguardi sulla Rovigo che non c’è più”, visibile fino all'8 dicembre, organizzata dalla Mutuo Soccorso sta riscuotendo successo 

Luoghi, documenti e usanze di Rovigo di fine 1800 fino alla metà del 1900 sono stati raccolti in Pescheria nuova in occasione della mostra “Centocinquant’anni di sguardi sulla Rovigo che non c’è più” organizzata dalla Mutuo Soccorso



Rovigo - Dipinti, oggetti, foto e documenti. Questo è quello che si trova in Pescheria Nuova alla mostra storico-fotografica “Centocinquant’anni di sguardi sulla Rovigo che non c’è più” organizzata dalla Mutuo Soccorso inaugurata il 2 dicembre e che si concluderà venerdì 8. 

L’evento, organizzato dall’associazione Mutuo Soccorso, presieduta da Renzo Ongaro, è stato organizzato principalmente in occasione del 150° anniversario di fondazione della società con lo scopo di far conoscere l’esistenza ed il campo d’azione. 

Una delle aree è infatti dedicata  alla società nata nel 1867 allo scopo di dare aiuto e solidarietà a coloro che appartenevano alle classi sociali più deboli ed indifese. “Suo primo presidente fu il conte Domenico Angeli, personaggio di spicco della Rovigo - racconta Ongaro - dell’epoca e uomo che, animato dalla sua indole vivace e filantropica oltre che da un carattere socialmente aperto e tollerante, divenne il motore del nuovo sodalizio. All’atto della costituzione, venne offerta a Giuseppe Garibaldi, uno dei maggiori artefici dell’unità d’Italia, la presidenza onoraria che l’Eroe dei Due Mondi accettò ringraziando con una lettera autografa conservata a tutt’oggi come prezioso cimelio storico nella sede della società”. In questa sezione sono presenti pannelli con documenti dell’archivio della società che vanno dia proclami, agli avvisi di iniziative sociali, sportive oltre la famosa lettera di Garibaldi. 

La sezione maggiore invece mostra tutti gli scorci, gli spaccati di Rovigo: dal ghetto, alle torri, piazza Vittorio Emanuele II che in questi 150 anni hanno subito un cambiamento. Materiale questo che arriva dall’archivio di Mario Andriotto di Rovigo de ‘na volta. 

Terza sezione invece più contenuta vede delle tele di Giancarlo Gulmini, alcune fatte con una pittura a china, altre con una tecnica impressionistica. Ultima sezione infine riguarda i materiali ed oggetti della vita dell’epoca, macina caffè, falci, attrezzi da casa e per il lavoro, che vanno dalla fine del 1800 a metà del 1900 collezionati da Francesco Canazza. 

7 dicembre 2017