Rovigo Oggi

“Lotteremo contro la sanità privata e a pagamento”

SALUTE E SERVIZI ADRIA (ROVIGO) Il Comitato in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari ha presentato il proprio manifesto: richieste chiare a tutela del territorio e dei suoi abitanti

Un passaggio importante, nell’attività del Comitato in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari: l’elaborazione del manifesto che contiene tutte le loro richieste, pensate per consentire alla cittadinanza di avere, effettivamente, servizi sociosanitari rispettosi dei diritti sanciti dalla costituzione



Adria (Ro) - “Con la collaborazione dell'Auser Adriani di Ariano nel Polesine abbiamo organizzato una serata con lo scopo di informare la cittadinanza sullo stato di salute della nostra sanità. Di questo, vogliamo ringraziare Clara Casalicchio, dell'Auser Adriani, per l'organizzazione e i sindaci Carmen Mauri, Massimo Barbujani, Francesco Siviero  e Michele Domeneghetti per la partecipazione”. E’ la nota con la quale il Comitato per la difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari in Bassopolesine dà conto dell’attività svolta lo scorso 1° dicembre.

“Abbiamo sentito questa necessità - prosegue la spiegazione perché ci siamo accorti che i termini del problema non sono, poi, così noti e che c'era necessità di fare un po' di chiarezza. Nella serata di Ariano, ospiti della Sala della Cultura, abbiamo costruito il nostro ‘manifesto’, che definisce ed espone con chiarezza i principi e gli obbiettivi del nostro Comitato. Un programma che sottoporremo all'approvazione dell’assemblea generale il prossimo  14 dicembre, alle 21, nella Casa delle Associazioni di via Dante, ad Adria. Ci aspettiamo, perciò, che la politica faccia la sua parte, spiegando a certi Direttori generali, Assessori regionali e Governatori che noi siamo peculiari non perché siamo fessi, ma perché siamo una risorsa per questa Regione”.

Poi, la enunciazione di quelli che sono i punti portanti del manifesto. “Chiediamo che il nostro ospedale possa essere strutturato su almeno tre dipartimenti, oltre alla dirigenza medica con i poliambulatori e al servizio farmaceutico territoriale. Vogliamo venga ripristinata l'unità operativa complessa di Psichiatria, cancellata dalla Regione. Vogliamo che, finalmente, direttore generale dell'azienda Ulss 5 e Azienda Zero si facciano carico del ripianamento del personale vacante. Mancano tantissime figure professionali, tra cui i primari. Vogliamo l'erogazione di servizi sanitari e socio - sanitari adeguati alle esigenze del territorio, con liste d'attesa performanti e sicure, senza tempi d'attesa inaccettabili e cancellazioni. E non dimentichiamo le nostre eccellenze, come Ostetricia - Ginecologia, Pediatria e Ortopedia: debbono crescere e non essere penalizzate, privandole dei primari o delle risorse”.

“Vogliamo - prosegue il manifesto - che la Regione si renda conto che la sanità del Bassopolesine si regge su due pilastri: uno, pubblico, governato dal Distretto di Adria e l'altro, privato, coincidente con la casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro. Ed entrambi questi pilastri sono necessari. Per questo non si possono creare squilibri insanabili, togliendo al pubblico 32,5 milioni di euro per il 2017 e confermando al privato i 60 milioni di euro annui. E pretendiamo, finalmente, la realizzazione degli interventi infrastrutturali ripetutamente promessi dal direttore generale Antonio Compostella e non ancora avviati; primi fra tutti, il completamento della palazzina del monoblocco D, la risistemazione del pronto soccorso e della struttura di Corte Guazzo. Vogliamo l'ospedale di comunità, per sopperire ai posti letto ospedalieri cancellati in Polesine nel 2012”.

“E non vogliamo che pazienti con patologie croniche e disabilità importanti, o le loro famiglie, debbano pagare assurdi balzelli, per il ricovero in queste strutture, di 750 euro per il secondo mese di degenza e di 1.350 euro al mese dal terzo mese di degenza. Si rende conto, la Regione, che in Polesine vivono 53milapersone con 830 euro al mese? E, sempre a proposito di patologie croniche e di disabili, vogliamo che venga avviata l'assistenza domiliciare sulle dodici ore al giorno, sette giorni alla settimana. E dobbiamo combattere il rischio di privatizzazione delle Ipab, le case di riposo, del nostro territorio, favorendo l'unificazione di quelle esistenti in Bassopolesine ed evitando la creazione di graduatorie provinciali per il ricovero in queste strutture, graduatorie che, così, penalizzerebbero i nostri anziani. Ed esigiamo il mantenimento delle strutture periferiche di Porto Tolle, Taglio di Po, Porto Viro e Rosolina. Così come sosteniamo con forza il mantenimento delle strutture aperte con la collaborazione dei Comuni, come ad Ariano nel Polesine, auspicando che esperienze come queste trovino ulteriore realizzazione in altri nostri centri abitati”.


 
7 dicembre 2017