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Come iniziare a studiare francese partendo da zero

BUONI CONSIGLI Istruzioni per studenti e non. Una lingua straniera migliora anche l’esperienza di un semplice fine settimana all’estero per turismo

Capita, a volte, di essere costretti a misurarsi nell’apprendimento a tappe forzate di una lingua finora a noi totalmente sconosciuta. D’altronde, il mondo globalizzato può metterci di fronte a una tale eventualità con maggiore frequenza che in passato.

Quando parliamo di lingua totalmente sconosciuta, dobbiamo giocoforza escludere l’inglese: per quanto sommario, infatti, lo studio di tale idioma a livello scolastico fornisce già una minima base di partenza. Differente il discorso quando prendiamo in esame una lingua come il francese (ma se parlassimo dello spagnolo non farebbe alcuna differenza), più vicina a noi dal punto di vista fonetico e grammaticale rispetto all’inglese, ma con la quale – a meno di non aver maturato esperienze in territori francofoni o discendere da una famiglia almeno in parte francofona – abbiamo ben poca dimestichezza. Spesso, in tali casi, le sole ripetizioni di francese – per quanto utili, se non necessarie – possono non fornire una preparazione adeguata; soprattutto se non vengono sorrette da una metodologia solida e da un approccio empirico orientato alla massimizzazione dei risultati e all’ottimizzazione degli sforzi.
Detto in altri termini, per superare lo scoglio presentato dalla necessità di apprendere il francese partendo da zero è necessario tenere presenti alcune informazioni e mettere in pratica alcuni accorgimenti in grado di semplificare non poco la vita del temerario débutant. Noi abbiamo raccolto ben 12 suggerimenti di buon senso che, messi in pratica con diligenza, possono potenziare il motore della vostra capacità di apprendimento della lingua francese: li trovate elencati qui sotto.
 
1. Implementate l’aspetto motivazionale
Un vecchio detto transalpino recita: “I francesi sono degli italiani di cattivo umore”. Insomma, in maniera autoironica i nostri cugini d’Oltralpe ci fanno notare che le similitudini fra noi e loro sono nettamente superiori alle differenze (che pure esistono, inutile negarlo). Pertanto apprendere il francese rappresenta il primo passo  verso l’acquisizione di una ricchissima appendice del nostro stesso orizzonte culturale, e ciò dovrebbe fornirci una spinta propulsiva in più dal punto di vista delle motivazioni. Senza contare che rispetto a inglesi e tedeschi, noi che parliamo una lingua romanza – come il francese, appunto, o lo spagnolo – siamo decisamente avvantaggiati, almeno per quanto riguarda grammatica e sintassi.
Altri aspetti che potrebbero – e dovrebbero – fare da sprone: l’universalità della lingua (parlata da quasi 150 milioni di persone, dal Canada a numerosi stati africani) e l’importanza della cultura, dell’arte, del teatro e della letteratura francesi. Non vi piacerebbe padroneggiare la lingua di Proust e Rimbaud come se fosse la vostra?
 
2. Immergetevi nella grammatica
E riemergetene solo quando avrete imparato a maneggiarne correttamente anche gli aspetti più infidi: ad esempio le coniugazioni verbali. Purtroppo, da questo punto di vista non esistono scorciatoie: la prima cosa da fare per apprendere una lingua è sempre impararne il funzionamento interno. Dei corsi di lingua condotti presso scuole autorevoli dovrebbero fare al caso vostro. Di buono c’è che, sul medio termine, vi accorgerete che i meccanismi che sottendono alle regole grammaticali del francese non sono troppo dissimili da quelli dell’italiano.
 
3. Memorizzate i verbi irregolari
Imparare a distinguere i verbi regolari da quelli irregolari è, esattamente come avviene con l’italiano, una delle operazioni più delicate, ma al tempo stesso indispensabili. Saper riconoscere queste forme verbali – e soprattutto saperle usare correttamente – costituirà un sensibile upgrade delle vostre capacità.
 
4. Fate attenzione al congiuntivo
Ebbene sì, se in Italia si dibatte da anni sull’utilità o meno del congiuntivo e sulla sua praticità di applicazione nel linguaggio di uso comune, in Francia non hanno dubbi: loro sono molto gelosi del loro subjonctif, e una conversazione che non ne contempli l’utilizzo (o che, peggio, lo sostituisca con l’indicativo) apparirà come figlia di una conoscenza ancora parziale e superficiale della lingua.
 
5. Imparate a distinguere le assonanze e i faux amis
Italiano e francese condividono un considerevole numero di vocaboli, che differiscono da una lingua all’altra solo per alcuni fonemi. Ciò rappresenta sicuramente un aiuto nella fase di ampliamento del proprio vocabolario individuale. Tuttavia, bisogna sempre tenere d’occhio i cosiddetti faux amis, parole simili alle nostre ma dal significato completamente diverso. Alcuni di questi falsi amici sono di uso piuttosto comune, come il verbo fermer, che non vuol dire fermare ma chiudere. Fate una ricerca, anche online, in merito ai faux amis più comuni fra italiano e francese.
 
6. Partite dal linguaggio di tutti i giorni
Un principiante assoluto è obbligato a partire dal basso. Dunque, di concerto con lo studio della grammatica e della sintassi, è saggio iniziare a imparare le parole, le frasi e le espressioni idiomatiche di uso più comune, quelle che potrebbero venirvi utili nella vita di tutti i giorni. Simulate alcune situazioni-tipo: fare la spesa, andare alla posta, chiedere un’informazione stradale, utilizzare i mezzi pubblici. Queste nozioni di base vi forniranno un solido terrapieno da cui sviluppare in altezza la vostra conoscenza della lingua.
 
7. Confrontatevi con i media in lingua originale
È un vecchio trucco ma funziona sempre: ascoltare canzoni in francese – magari ricorrendo ai tantissimi lyric videos presenti nel web, in modo da avere il testo sottomano durante l’ascolto – vi farà acquisire una sempre maggiore familiarità con la lingua, soprattutto dal punto di vista fonetico. La stessa operazione applicata su film e serie TV, per quanto più faticosa e laboriosa, vi farà ottenere risultati ancora migliori. Anche la lettura di giornali e riviste aiuta molto in tal senso.
 
8. Fate attenzione al genere
Per quanto molto simili, italiano e francese differiscono per alcuni aspetti, fino ad alcuni casi specifici in cui finiscono per divergere radicalmente. Abbiamo già parlato dei faux amis; ora occupiamoci delle inversioni di genere, dal momento che alcuni nomi comuni che in italiano sono di genere maschile in francese diventano femminili. Pensate che le stesse lettere dell’alfabeto, in italiano ecumenicamente tutte femmine, in francese si trasformano in un plotone di maschietti: quindi dovrete dire le a, le b, le c, e così via. Anche la domenica, unico giorno femmina in italiano, in francese si uniforma agli altri sei giorni e diventa le dimanche. Così come i momenti della giornata sono scanditi tutti al maschile: in francese non esiste la mattina, ma solo le matin, così come la sera è in realtà le soir (ovviamente la matinée e la soirée sono espressioni di genere femminile legate a un’esperienza o a un evento vissuti in tali fasce orarie). Unica eccezione: la nuit, che provvidamente non viene toccata.
Ovviamente esistono anche esempi di transizione linguistica maschile-femminile: il colore diventa la couleur, il fiore la fleur e così via. In genere, tutte le parole francesi che hanno la desinenza -eur sono femminili. Ma non sono le sole: la mer (il mare), la planète (il pianeta), la souris (il topo o il mouse del computer), e molte altre.
 
9. Cercate l’interattività
Studiare in compagnia è sicuramente più leggero e piacevole. Se poi il vostro compagno di studi ha un livello di conoscenza superiore al vostro, ne potrete trarre un grande vantaggio. In alternativa, potete rendere lo studio più dinamico ricorrendo ai tantissimi giochi e test interattivi che trovate (anche gratuitamente) in rete. Dai più facili ai più elaborati, questi semplici passatempi trasformeranno lo studio in un’attività semi-ludica, senza con ciò tralasciare la trasmissione di preziosissime informazioni.
 
10. Parlate, parlate, parlate
Se non in compagnia anche da soli, davanti allo specchio o allo schermo del computer. Ogni scusa deve essere buona per fare pratica nella conversazione, affinché le nozioni incamerate non rimangano inerte teoria. Se riuscite a trovarvi un amico di penna o di tastiera e a passarci qualche ora a settimana su Skype avete fatto bingo.
 
11. Frequentate persone di madrelingua francese
Nelle grandi città, dove è facile rinvenire istituti di cultura o associazioni, le possibilità in tal senso si moltiplicano. Per chi non dispone di tali opportunità, non rimane che rivolgersi ancora una volta al salvifico Internet. In questo senso, il social networking può rivelarsi uno strumento utile, pur tenendo presente la grande quantità di sgrammaticature presenti nelle piazze virtuali più frequentate.
 
12. Testate le vostre competenze sul campo
Una volta superati i primi scogli e venuti a capo delle difficoltà che sicuramente avrete incontrato sul vostro cammino, è momento di mettervi alla prova. Potete iniziare con il classico weekend a Parigi, per poi proseguire con soggiorni più lunghi e impegnativi. Nella consapevolezza che solo una piena immersione – per quanto transitoria – in un contesto linguistico e culturale potrà darvi l’esatta misura del livello di abilità raggiunto.
 
4 aprile 2018