Rovigo Oggi

In manette in quattro, truffavano sacerdoti di mezza Italia

ROVIGO I Carabinieri di Padova hanno smantellato una organizzazione che ha truffato per anni anziani sacerdoti, anche in Polesine, per centinaia di migliaia di euro

Tanta la sfrontatezza del quartetto che neanche dopo aver subito una perquisizione a marzo 2017, in cui vennero sequestrate carte di credito, personal computer e documentazione varia che ha poi corroborato l’odierno quadro indiziario, hanno smesso di delinquere.

Gli arresti sono stati associati alle casa circondariali di Monza e Milano. Avevano truffato anche in Polesine colpendo sacerdoti e persone moralmente integerrime. Brillante operazione dei militari dell’Arma e degli uomini del  Luogotenente Giancarlo Merli, comandante della stazione Carabinieri di Padova-Prato della Valle.


Padova / Rovigo - Si è conclusa nella mattinata di sabato 14 aprile, con l’arresto di 4 italiani, un importante operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Padova.

I 4 sono ritenuti sodali in un associazione a delinquere dedita  a commettere truffe in danno, per lo più, di anziani sacerdoti, e comunque di persone anziane, che dal 2016 ad oggi ha messo a segno almeno 15 colpi riuscendo ad impossessarsi di oltre 152000 euro.

Gli arrestati sono: Fabio Sacchi del 1968; Mario Giordo del 1956; Claudio Piacente del 1982; Concetta Di Franco  del 1973.

Nei loro confronti il Gip del Tribunale di Monza, dottoressa Pansini, accogliendo il quadro accusatorio proposto dal Pubblico Ministero Forieri, frutto della condivisione delle risultanze investigative fornite dai Carabinieri della Stazione di Padova-Prato della Valle, un ordinanza di custodia cautelare in carcere in considerazione del fatto che se lasciati in libertà avrebbero potuto commettere altre truffe in danno di persone particolarmente vulnerabili a causa dell’età e soprattutto della loro formazione morale, soprattutto in considerazione del fatto che anche dopo che furono oggetto di perquisizione un anno addietro hanno continuato a delinquere con lo stesso modus operandi.

I 4 avevano allestito, degli studi legali virtuali, creando tramite provider specializzati, e-mail e numeri telefonici, apparentemente plausibili, e spacciandosi appunto per avvocati, contattavano le vittime per telefono avvisandoli che erano venuti a conoscenza di un loro contenzioso pendente presso il Tribunale di Milano, per controversie relative al mancato pagamento di abbonamenti di prodotti editoriali. Di fatto promettevano che con la loro intermediazione, il fantomatico debito maturato, sempre prospettato molto esorbitante (non meno di 150000 euro) poteva essere estinto con una cifra molto più bassa che di solito oscillava tra i 10000 e i 30000 euro.

Le vittime venivano scelte in maniera scientifica; i 4 redigevano veri e propri elenchi di potenziali obiettivi e procedevano in maniera sistematica. Le prede più ambite sono risultate essere proprio gli anziani prelati tanto è che dei 15  casi accertati ben 13 sono sacerdoti molto anziani. Questi ultimi indeboliti sia dall’età che da una formazione morale che tenta di escludere la malizia e aumentare la  fiducia verso il prossimo sono quelli che hanno pagato il conto più salato. 

Le vittime risiedevano tutte in province del nord Italia: Padova, Rovigo, Treviso, Gorizia, Udine, Trento, Brescia.

Le indagini partono a settembre del 2016 dalla denuncia raccolta dai Carabinieri della Stazione di Padova-Prato della Valle ad un anziano sacerdote di 80 anni. Per il Comandante del reparto e per i suoi uomini è diventato un punto di orgoglio capire chi avesse circuito l’anziano prelato per oltre 10000 euro facendo leva sulla sua minore capacità difensiva. Dagli accertamenti iniziali, agli investigatori si apre lo spaccato di un mondo fatto di menzogne e bugie, di falsi avvocati e studi legali, di tecnologie legali usate in modo fraudolento, di atti falsificati ad hoc. In questo ginepraio iniziano a destreggiarsi fino ad individuare i conti correnti su cui finivano i soldi truffati alle ignare vittime e dai cui arrivano agli arrestati.

Tanta la sfrontatezza del quartetto che neanche dopo aver subito una perquisizione a marzo 2017, in cui vennero sequestrate carte di credito, personal computer e documentazione varia che ha poi corroborato l’odierno quadro indiziario, hanno smesso di delinquere.

Gli arresti sono stati associati alle casa circondariali di Monza e Milano.

"A sentire le parole dell’anziano sacerdote che mi raccontava come dei farabutti si erano impossessati di quasi tutti i suoi risparmi inducendolo in errore, approfittando sia della sua incondizionata fiducia nel prossimo che di quella minor presenza a se stessi che provoca l’età avanzata, ho provato un forte senso di ingiustizia che andava assolutamente placato con la cattura dei rei”. Le parole sono del Luogotenente Giancarlo Merli, comandante della stazione Carabinieri di Padova-Prato della Valle.

“Per me e i miei uomini l’indagine è stata un punto di orgoglio; tutti abbiamo lavorato per oltre un anno per raggiungere questo risultato importante a tutela delle fasce più deboli, che sempre più spesso vengono colpite da gente senza scrupoli. Importante il contributo della Compagnia Carabinieri di Padova che ci ha permesso di espandere l’indagine su tutto il territorio del Nord Italia. Questa volta ad essere presi di mira erano per lo più indifesi sacerdoti cha appena contattati erano confusi e colpiti nel loro senso del dovere. Massima è la nostra attenzione verso questo tipo di reati che vanno a colpire quelli che rappresentano le nostre origini, il nostro passato, e che pertanto vanno tutelati con maggior efficacia e tenacia.”

 

 

15 aprile 2018