Rovigo Oggi

La memoria per tutti i caduti delle forze dell’ordine, le vittime di mafia e terrorismo 

QUESTURA ROVIGO Memorial Day, il 15 maggio per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita, chi non è stato adeguatamente protetto, chi è rimasto senza un padre o un fratello o un figlio che difendeva la patria 

Martedì 15 maggio alle ore 9.15 presso la lapide che ricorda i Caduti della Polizia di Stato nella Questura di Rovigo sono stati ricordati i morti, gli eroi silenziosi che hanno subito, pagando con la vita, la violenza della mafia e del terrorismo. C’erano anche i famigliari di Samuele Donantoni, il poliziotto caduto a Riofreddo nel 1997 nel blitz per liberare Soffiantini. Invitati anche i parenti di Angelo Furlan, deceduto il 3 gennaio 1982, in occasione dell’esplosione delle mura del carcere cittadino per far evadere la terrorista Susanna Ronconi, gentilmente hanno ringraziato ed è come se fossero stati presenti


Rovigo - Da 26 anni, dal primo anniversario della strage di Capaci e di via D’Amelio, maggio è per il Sap (Sindacato autonomo di Polizia) il mese della memoria. E per singolare coincidenza è il mese nel quale ricorrono anniversari che ricordano le pagine più cupe della storia recente della nostra Repubblica. Il 9 maggio fu ritrovato in via Caetani il corpo senza vita dell’onorevole Aldo Moro ucciso da mano terrorista. Nello stesso giorno fu ucciso dalla mafia il giornalista Peppino Impastato. Un politico ed un giornalista. Terrorismo e mafia. Il primo in vent’anni ha fatto 370 vittime e 1000 feriti. Il secondo dai primi anni del ‘900 ad oggi circa 950 morti. 

“Dal mare di quei ricordi affiorano i volti di chi era magistrato, poliziotto o carabiniere, politico, giornalista, di gente qualunque. Difficile non pensare a loro come genitori, mariti o mogli, figli o figlie. Volti che rappresentavano, per la loro funzione - il commento del Sap di Rovigo rappresentato da Fabio Ballestriero - i valori della legalità, della democrazia, della convivenza civile. Se possono avere un senso morti così tragiche, forse lo si può trovare nell’intrinseca potente proprietà di evocare la memoria dei valori per cui sono scomparse queste persone, di illuminare il senso e l’importanza del loro lavoro. Appunto la memoria”. 

Commossa e partecipata commemorazione in questura a Rovigo il 15 maggio, a fare gli onori di casa il numero uno di viale Tre Martiri, Fabio Cilona, presente anche il prefetto Enrico Caterino, il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Rizzi, Nicola Sibilia per la Guardia di Finanza, il presidente del Tribunale Angelo Risi, oltre ovviamente a Fabio Ballestriero (Sap Rovigo) e i tanti colleghi della Polizia di Stato.

Senza questo strumento è difficile comprendere anche il senso profondo delle parole legalità, democrazia, vivere civile, diritto all’informazione, diritto di critica. “Senza memoria rimane solo il simulacro di queste parole, di questi valori che invece sono pieni di quegli uomini al servizio delle istituzioni e del cittadino. Pieni di quotidiana umanità, fatta di fatica, di sacrificio, di dubbi, di successi, di tradimenti e che per quei valori, queste persone sono morte fisicamente, ma il cui spirito noi possiamo continuare a far vivere con la pervicace forza della memoria. Senza memoria si corre il rischio di non rendere giustizia ai famigliari ed a tutti noi che abbiamo diritto ad una verità che su molti fatti ancora tarda ad essere certa. Senza memoria tanti genitori, tanti mariti o mogli, tanti figli o figlie di morti ammazzati nell’esercizio del loro servizio avranno quotidianamente sacrificato inutilmente i loro affetti. 

Senza memoria, senza la consapevolezza del perché un uomo può decidere di mettere la sua vita al servizio di valori come la democrazia, la verità, la giustizia, si corre il rischio di non comprendere il senso vero della parola servizio. Che ha significato molto più esteso ed impegnativo della parola lavoro”. 

“Vorrei poter vedere con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo: se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”. Così Aldo Moro nella sua ultima lettera ai famigliari. 

Memoria significa soprattutto famigliari. “I tantissimi famigliari, vittime superstiti, il cui silenzio pesa enormemente sulla coscienza di chi non ha saputo proteggere adeguatamente i loro congiunti scomparsi. Su chi non ha saputo accertare la verità. Su chi ha consentito che i carnefici non pagassero il giusto prezzo per il tanto dolore procurato. Su chi consente in maniera pretestuosa e strumentale - sottolinea il Sindacato autonomo di Polizia - ad irridenti mostri responsabili di tanta sofferenza di poter accedere a ribalte mediatiche-politiche o microfoni per filosofeggiare. 

A questi ultimi ci sentiamo di suggerire sommessamente il coraggio del silenzio e dell’oblio. Molti di voi hanno riacquistato la libertà. Vi basti questo”. 

 

 

15 maggio 2018