RUGBY MERCATO Crisi Calvisano: adesso si scopre che il rugby italiano viveva sopra le righe

Pratichetti o Garcia vicini al Rovigo?

Andrea Pratichetti (foto sito Rugby Calvisano)
Gonzalo Garcia (foto sito Rugby Calvisano)
Lorenzo Cittadini (foto sito Rugby Calvisano)
Andrea Scanavacca
David Dal Maso (foto sito Rugby Calvisano)
Simone Favaro
Gonzalo Garcia (foto sito Rugby Calvisano)
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Dopo Capitolina e Calvisano cominciano i “peana” nel mondo del rugby italiano. Giocatori bresciani allibiti. Griffen e Dal Maso: “Non sappiamo cosa fare”. Scanavacca: “Potrebbe arrivare qualche ex Calvisano”. Nessuna novità per Favaro



Rovigo - “La crisi del Calvisano è un campanello d'allarme che deve far riflettere tutti”. Lo dice Andrea Scanavacca, direttore sportivo della Femi-Cz Rovigo ma ex mediano d'apertura del Calvisano, nella stagione 2005-2006. “E' vero che molti giocatori sono stati sopra valutati negli scorsi anni – ammette il ds rossoblu – ora la situazione è problematica  dappertutto. In Francia il mercato è chiuso e ci sono quasi 160 disoccupati. Inevitabile un ridimensionamento anche da noi”. Ovviamente il Rovigo è interessato al parco giocatori del Calvisano. “Beh, a dire il vero sono i giocatori del Calvisano ad essere interessati al Rovigo” conclude Scanavacca, che non può e soprattutto non vuole fare nomi, anche per una questione di rispetto verso una situazione piuttosto fluida e molto delicata (il Rovigo potrebbe essere interessato a Andrea Pratichetti e/o a Gonzalo Garcia per il ruolo di tre quarti centro da affiancare a Pizarro). Infine Scanavacca ammette nessuna novità riguardo Simone Favaro, l'azzurro più gettonato dopo le belle prove in terra australe. David Dal Maso, terza linea ala cresciuta rugbisticamente nelle giovanili del Badia e poi “esploso” nel Rovigo, da molte stagioni è tesserato Calvisano. Lì si è ben ambientato e ha trovato anche la fidanzata. In vacanza a Jesolo ha glissato sulla choccante decisione del suo club: “Non so niente e non so cosa farò. So solo che a fine settimana saremo convocati dalla dirigenza per delle comunicazioni in merito”. Alcuni giocatori hanno dichiarato alla stampa la propria incredulità. Paul Griffen, mediano di mischia azzurro: “Francamente non so proprio che fare, sto passando tutto il tempo della mia vacanza al telefono con dirigenti, compagni di squadra e avversari. Molti sono preoccupati che possa accadere anche a loro la stessa situazione”. Lorenzo Cittadini, pilone: “Pensavo ad un ridimensionamento ma non l’addio al Superdieci. Ho saputo la notizia da Internet. Certo che è tutto il rugby italiano ad essere messo male. Forse doveva succedere, la macchina girava sopra regime”. Dello stesso parere Massimiliano Dolcetto, dirigente del Badia: “Sono stato sorpreso della decisione del Calvisano perchè tra le squadre di alto livello mi sembrava quella con il miglior equilibrio tra italiani e stranieri, basti pensare ai vari Zanni, Bernabò, Pratichetti, Dal Maso, Forcucci, Ghiraldini”. I giocatori nel giro azzurro non dovrebbero faticare a sistemarsi abbassando le proprie pretese, ma gli altri? “E' vero che in questi anni si era creato un finto professionismo – continua l'ex seconda linea – e svariati giocatori, vuoi perchè ricoprivano determinati ruoli, vuoi perchè erano in pochi sul mercato, venivano sopra valutati. Non è questione di procuratori, perchè talvolta sono gli stessi dirigenti societari a chiamare gli agenti credendo di avere dei super talenti tra le mani. E' un problema più complicato che ha investito anche le serie minori.”
Lo stesso presidente Fir, quasi gongola perchè il Calvisano, da sempre rivale in federazione, si sia autoeliminato: “C’è chi ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Ora cercheremo di proteggere i giocatori di interesse nazionale”. Un commento irresponsabile: dov’è stata fino adesso la federazione? Il potere di indirizzare e regolare  il movimento a chi spetta? Dopo aver screditato la L.I.R.E. ora si passa al compiacimento se i club del Superdieci abbandonano le franchigie e ripartono dalla A2. Ma al di là delle dichiarazioni i fatti sono altri. Il Calvisano potrebbe tranquillamente disputare il Superdieci, riducendo l’impegno, così come stanno facendo per esempio le tre società venete. E gestire l’anno di transizione in modo meno traumatico. In questo senso bisogna dare atto alla dirigenza del Rovigo di non aver cercato scorciatoie, del resto di difficilissima gestione se fossero state prese. Nella vicenda Calvisano pesa notevolmente il ruolo antagonista di Gavazzi in seno alla Fir, rieletto consigliere per il rotto della cuffia. La decisione del Calvisano suona davvero stonata: se avessero trovato i soldi ora sarebbero in trepidante attesa del consiglio federale del 17-18 luglio che sancirà le due franchigie in Celtic League. I soldi non sono arrivati e allora viene deciso il ritiro della squadra e piovono critiche alla Fir. In ogni caso il fatto che il sito internet federale nemmeno riporti il comunicato stampa del Calvisano la dice lunga. Ma sono soddisfazioni amare per Dondi dato che ha dovuto incassare un sonoro “No, grazie” dalla RWC Ltd per la candidatura al Mondiale 2019. Un'altra bocciatura per il rugby italiano.
2 luglio 2009
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