MANIFESTAZIONE Ad Arquà Polesine la Seconda festa provinciale dell’aglio bianco polesano

La sagra del bianco dop: una ricchezza per il territorio

Claudio Rosa, sindaco di Arquà Polesine
Strenne in Piazza Natale 2018



Presentata la due giorni dedicata all'aglio polesano. Grande festa ad Arquà Polesine sabato e domenica



Rovigo - La seconda festa provinciale dell'aglio bianco polesano, in programma sabato e domenica nel castello di Arquà Polesine, servirà a celebrare la recente certificazione Dop ottenuta dalla commissione europea. Da sempre l'aglio è uno dei prodotti che contraddistinguono il nostro territorio, in modo particolare i comuni di Adria, Arquà, Bosaro, Canaro, Canda, Castegluglielmo, Ceregnano, Costa, Crespino, Fiesso, Frassinelle, Fratta, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza, Pincara, Polesella, Pontecchio, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova Marchesana, ossia tutto il cosiddetto Medio Polesine. La manifestazione prevista per questo fine settimana è stata ideata dalla presidente della Pro loco di Arquà Polesine, Maria Luisa Ceciliato la quale ha ottenuto il patrocinio da Comune di Arquà, Provincia, Camera di Commercio, Mercato Ortofrutticolo di Lusia e Rosolina, Coldiretti, Associazione Agricoltori, Cia, Cooperativa Produttori Aglio.
Questo il programma: sabato alle 16 apertura della mostra-mercato e alle 21 spettacolo con il cantastorie Francesco Pagiaro; domenica alle 9.30 apertura della mostra-mercato, alle 12.30 pranzo al prezzo fisso di 10 euro, alle 18 convegno nella sala consiliare “Aglio bianco polesano Denominazione di Origine Protetta: una ricchezza per il territorio”, alle 19.30 premiazione del concorso “Il grappolo d'oro”, alle 20 spaghettata aglio e acciughe offerta dalla Pro loco, a seguire concerto musica anni '60 e '70 con I Ricercati. Durante la manifestazione vi sarà l'esposizione dei trattori d'epoca e chi vorrà sabato e domenica potrà mangiare self service salsiccia, bruschette, piadine e patatine fritte. "Tramite questo genere di feste si intende promuovere prodotti polesani degni di particolare successo – ha affermato il presidente della Camera di Commercio, Loredano Zampini – Sono orgoglioso di rappresentare realtà importanti e significative. Dato che crediamo nelle potenzialità del nostro territorio, vogliamo rilanciare i mercati di Lusia e Rosolina". Il direttore dell'Azienda Mercati, Giacomo De Stefani ha evidenziato l'importanza dell'avere ottenuto il marchio Dop, anche se arrivato dopo un lungo iter burocratico. "I nostri prodotti di culto sono: l'aglio, il riso, l'insalata e il radicchio. Il convegno di domenica servirà anche a parlare della commercializzazione del marketing dell'aglio polesano". La presidente della Pro loco arquatese, Maria Luisa Ceciliato, ha ricordato come l'anno scorso la manifestazione fosse partita in sordina e con molto scetticismo. "Quest'anno invece abbiamo già ricevuto più adesioni rispetto alla prima adesione. L'aglio dagli anni '50 agli anni '80 è stato fonte di reddito indispensabile per tante famiglie polesane". Detto che il sindaco di Arquà, Claudio Rosa ha sottolineato che l'amministrazione comunale si è attivata per mettere a disposizione per due giorni il castello in favore della festa, la responsabile della Provincia per il settore agricolo, Lorenza Barion, ha evidenziato come il marchio Dop garantirà al nostro aglio una maggiore competitività a livello internazionale. "Contiamo che questa manifestazione diventi il punto di riferimento per tutti i produttori di aglio – ha chiosato Claudio Salvan presidente della Cooperativa Il Polesine – Con il tempo questa iniziativa è destinata ad ingrandirsi. Il concorso del grappolo d'oro serve ad incentivare i produttori nell'offrire un prodotto sempre più di qualità". Paolo Franceschetti della Cia ha ammesso come con questa festa si sia vinta la scommessa fatta lo scorso anno dagli organizzatori, ma ha anche posto in essere la situazione drammatica inerente la produzione dei mercati ortofrutticoli polesani, che sono costretti a fare i conti con prezzi molto al di sotto rispetto ai costi. Lorenza Bellettato della Coldiretti ha auspicato che si accorci la filiera dal produttore al consumatore. "Molti non sanno nemmeno dove si possono acquistare i prodotti nostrani. Le uniche che vendite che funzionano sono quelle dirette o quelle dei farmers market. Cominciare con il mettere un etichetta con scritto “made in Polesine”, così chissà che qualcuno veda meglio quali sono i nostri prodotti".

Marco Scarazzatti
15 luglio 2009
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