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Che scandalo il Governo

ECONOMIA L'assessore provinciale Leonardo Raito critica l'operato del ministro Giulio Tremonti e del premier Silvio Berlusconi

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L'assessore provinciale Leonardo Raito critica duramente l'operato del governo a proposito della quérelle tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e quello all'Agricoltura Giancarlo Galan. Secondo le sue parole, l'attrito tra i due è solo l'ultima polemica, in ordine di tempo, di una serie di operazioni di tagli ai vari settori dovuti alla mancanza di un piano di rilancio del comparto economico nazionale


L’ultima polemica tra i ministri Galan e Tremonti, dimostra in modo inequivocabile la crisi profonda in cui è piombato un governo ormai da mesi paralizzato a causa delle proprie contraddizioni. Prima la questione profughi, poi la questione energetica, le critiche di Confindustria: lo scollamento tra la maggioranza di centrodestra, impegnata a perpetrare una scandalosa sopravvivenza, e il sistema paese, appare sempre più emblematico. La quérelle Galan-Tremonti è solo l’ultima critica, in ordine di tempo, rivolta al più grande potatore dei bilanci pubblici degli ultimi anni. Non più di una settimana fa, era stato l’ex ministro Urbani a criticare Tremonti per la sua scelta dei tagli lineari, specchio di una incapacità, da parte del governo, di fare scelte concrete sulle priorità. Tremonti, nella logica dello scontentiamo tutti che non scontentiamo nessuno, non ha saputo individuare alcuna priorità strategica, e il premier ha lasciato fare. Privilegiamo la scuola o l’esercito? L’assistenza sociale o i lavori pubblici? Le università e la ricerca o le politiche giovanili? L’ambiente o il turismo? Nulla, nessuna scelta. Si taglia tutto allo stesso modo. 
Dovrebbe preoccupare il paese in particolare l’assenza di un’azione concreta per i ceti deboli, per gli anziani, le giovani coppie. Non c’è stata attenzione per le famiglie. Non si sono create le basi per una stabilità basata sulla coesione sociale, sulla condivisione dell’idea che dando tutti il proprio contributo è possibile innalzare il benessere complessivo del paese. È stato assente un piano di rilancio dell’economia e anche nel comparto lavoro non si sono visti risultati. Berlusconi non ha attuato un piano di modernizzazione e di riforme: ha messo mano alla Giustizia solo perché interessava i processi che lo vedono imputato. In sostanza, sono stati tre anni buttati al vento, sicuramente molto più deludenti di qualsiasi nera aspettativa. 
Ho parlato alcuni giorni fa con un imprenditore che mi ha detto: “Credevo che con il governo Prodi II avessimo toccato il fondo, non immaginavo che con Berlusconi, che ho sostenuto, avremmo potuto deludere ancora di più”. Un segnale forte e che deve farci riflettere. Lo strapotere mediatico non può annullare gli effetti deleteri di un governo che sta facendo sprofondare il paese nel baratro più profondo.

E mail inviata da
Leonardo Raito
assessore provinciale

Articolo di Sabato 23 Aprile 2011

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