AMBIENTE ROVIGO Presentati i risultati del monitoraggio sul metanodotto di terra Adriatic Lng

Conduttura a terra del rigassificatore, nessun impatto su flora e fauna

Adriano Gambetta
Carlo Mangia
Carlo Mangia
Valeria Cittadin e il sindaco Bruno Piva
Danilo Trombin
Baccaglini VW locator

Secondo l'associazione Sagittaria che si è occupata del monitoraggio ambientale del tratto di metanodotto di terra a Porto Viro (Rovigo), i lavori non hanno avuto alcun impatto su flora e fauna. Alcune specie hanno addirittura ripopolato la zona. Il presidente di Consvipo Angelo Zanellato (foto a lato) ha sottolineato che mancano i dati dell'Ispra (istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente) per confrontarli con quelli rilevati da Sagittaria


Rovigo - Nessun impatto ambientale, almeno sul tratto di terra dove passa il metanodotto. Mercoledì 20 luglio, in Accademia dei Concordi a Rovigo, i responsabili di Adriatic Lng, gestore del terminal gasiero di Porto Levante, hanno presentato i risultati del monitoraggio ambientale condotto dall'associazione Sagittaria sull'area del delta del Po in cui passa il metanodotto.

Sagittaria, associazione culturale naturalistica nata nel gennaio 2006 e composta da ricercatori, è stata scelta dal ministero dell'Ambiente per svolgere il monitoraggio del territorio su cui insiste il terminal. Il progetto è iniziato nel 2006, sull'area cosiddetta "bianca", ovvero prima che iniziassero i lavori, ed è proseguito fino a maggio 2011, finanziato da Adriatic Lng.

Secondo i dati presentati da Danilo Trombin, responsabile del settore ricerca, divulgazione ed educazione ambientale di Sagittaria, la presenza del metanodotto e i lavori per la sua realizzazione non hanno avuto alcun impatto ambientale sull’area circostante. Positivi sono stati anche i risultati degli interventi di ripristino realizzati tra Scanno Cavallari e Scolo Sadocca e tra Scolo Sadocca e Cavarzere. Si tratta di interventi di ingegneria naturalistica e di ripristino vegetazionale, finalizzati essenzialmente al consolidamento e alla rivegetazione di argini, di sponde di corsi d’acqua e in genere di tutte quelle aree più delicate dal punto di vista floristico.

A livello faunistico, le campagne di monitoraggio eseguite hanno confermato la presenza di tutte le diverse specie di anfibi e rettili. Lo studio di Sagittaria evidenzia inoltre come alcune di queste specie, come il rospo smeraldino, siano addirittura state favorite dalla presenza dei cantieri per la posa in opera del metanodotto. Anche le specie di uccelli nidificanti non hanno risentito dei lavori.

Peccato che, come ha fatto notare il presidente del Consvipo Angelo Zanellato (foto a lato), manchi un ente terzo che certifichi i risultati presentati. "Stiamo ancora aspettando quelli dell'Ispra (istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente) - afferma al termine del convegno - per ora abbiamo solo una sintesi del monitoraggio svolta in area bianca".

Carlo Mangia, direttore tecnico di Adriatic Lng e Adriano Gambetta, responsabile della base di terra di Porto Viro, dopo aver presentato il termina gasiero, hanno sottolineato che entro breve presenteranno anche i dati relativi al monitoraggio in mare, particolarmente interessanti per il settore della pesca.
20 luglio 2011
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