CALCIO Il Rovigo non fa ricorso ed è fuori dai giochi. Il presidente della Figc provinciale Clelio Mazzo portavoce del malcontento dei cittadini e dei tifosi

Mai più gol

Dicembre 2006: Rovigo-Spal 2-1, primo posto in C2, 4 punti di vantaggio in classifica sui cugini ferraresi e due curve costruite in più per un Gabrielli gremito
L'estremo difensore Cicioni sotto la curva raccoglie il plauso dei tifosi
Vito Antonelli abbracciato dalla curva
I tifosi spallini profetici
Lo stadio Gabrielli è vuoto, gli uffici sono chiusi
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Rovigo resta senza la propria squadra di calcio. La squadra biancazzurra non fa ricorso e i colori della città non scenderanno in campo nel campionato di Serie D 2011/12. Amarezza e sconforto anche da parte del presidente Figc provinciale Clelio Mazzo (foto a lato): "Le giornate di gloria vanno a cadere in una situazione di instabilità"


Rovigo - Dicembre 2006: Rovigo-Spal 2-1, primo posto in Serie C2, 4 punti di vantaggio in classifica sui cugini ferraresi e due curve costruite in più per un Gabrielli gremito in ogni ordine di posto. Luglio 2011: Non ammessa la domanda di iscrizione del Rovigo Calcio in Serie D. La società non fa ricorso. In meno di cinque anni precipita drammaticamente la situazione.

Il dispiacere è palpabile. Ma la consapevolezza emergerà senza vedere i colori biancazzurri calcare il terreno di gioco del Gabrielli. Il presidente della Figc provinciale Clelio Mazzo è portavoce del malcontento dei cittadini e dei tifosi, è rammaricato e ha perplessità su quanto è successo: "Sono dispiaciuto e rammaricato, le giornate di gloria vanno a cadere in una situazione di instabilità. Sinceramente non capisco bene cosa sia successo. Non ho avuto modo di sentire Scerra, anche perchè lo voglio lasciare tranquillo, avrà altri pensieri. Una società gloriosa finisce così... sono veramente rammaricato. Non so cosa si debba sperare, ho letto tutte le dichiarazioni e i protagonisti della vicenda sono tutti fermi sulle posizioni. Sono impossibili da ravvicinare, girano soldi e impegni notevolissimi. Ormai ci sono adempimenti fuori tempi, la situazione è stata valutata dall'organismo nazionale e dall'amministrazione, che ha a cuore questo problema ma ha anche da governare una città. Ognuno ha la sua parte di responsabilità, questo puzzle non si è composto per la squadra di calcio, una sistemazione non si è trovata". Il Polesine perde la sua squadra storica. "Era un valore aggiunto avere due squadre in categoria, con la promozione del Delta. Siamo sicuri che il Rovigo non ci sarà, ora vedremo che cosa succederà per il calcio in città". Mazzo prosegue nella sua disanima: "Bisogna vedere chi le doveva fare le cose e chi poteva farle. In una città ci sono tante componenti da valutare. Non bisogna andare a vedere solo di chi sono le colpe, ma bisognava trovare le soluzioni. Non aveva autonomia il Rovigo Calcio quando andava negli spogliatoi dell'hockey... E la situazione è precipitata". Precipitata fuori dal calcio. Mai più gol.

Simone Chiarion


22 luglio 2011
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