SOCIETA' PARTECIPATE ROVIGO Come azzerare il deficit del Censer? Lo si venda ad Enel, è la proposta di "A corto di idee mai"

Lo stoccaggio della Co2 nello specchio magico

Elia Lubian, Luigi Paulon, Fiorella Cappato, Leonardo Raito, e Renzo Marangon

Il convegno voluto dal centro studi "A corto di idee mai", propone di azzerare il deficit del Censer di Rovigo vendendo l'intera struttura fieristica ad Enel affinché investi nel territorio con la realizzazione di un polo sulla ricerca dell’incameramento della Co2 in atmosfera


Rovigo - Nessuna idea per rilanciare il Censer, nessun lido all’orizzonte ma solamente una spesa che di anno in anno diventa inesorabile. Ma il centro studio: A corto di idee mai, di Renzo Marangon, un'idea ce l’ha. “Vendere tutto il Censer al più grande investitore del Polesine: Enel”. Marangon, convocando al tavolo di lavoro quattro rappresentanti su cinque della proprietà dell’immobile: Elia Lubian, membro del cda di Censer e consigliere della Fondazione Cariparo, Leonardo Raito, assessore provinciale, Luigi Paulon, assessore comunale, e Fiorella Cappato, consigliere provinciale, ha ragionato sull’idea di sfruttare a favore della collettività la presenza del colosso energetico in provincia.
“Voglio che Enel sia vista come risorsa e non come inquinatore - esordisce Marangon - Vorrei che il presidente della Provincia (maggior azionista del Censer) ed il presidente della Fondazione Cariparo andassero a colloquio dalla presidenza di Enel per esplicare le potenzialità che il colosso energetico avrebbe con l’acquisto del Censer e sulla ricaduta culturale che il Polesine ne goderebbe”.

Per il Centro studi l’idea è quella di vendere il complesso immobiliare del Censer, 28-30 milioni di euro, ad Enel e che quest’ultimo sfrutti le agevolazioni europee in merito alla ricerca sull’incameramento della Co2 nell’atmosfera per poterla stoccare su fondali marini. “L’Unione europea ha fondi per centinaia di milioni di euro e per Enel tale investimento potrebbe ripagarlo con la cattura della Co2 prodotta dal nuovo sito di produzione elettrica nel Delta del Po - spiega Marangon - Se così fosse si creerebbero risorse per i soci azionisti, che rientrerebbero delle passività coperte sino ad oggi, si creerebbe un entourage di nuove menti con un ramo specializzato dell’università rodigina, oltre a trovare un nuovo partner come Enel in progetti di larga veduta”.
La proposta fatta dal Centro studi è sia stata apprezzata dai presenti ma al contempo ha posto diversi quesiti che di sicuro troveranno seguito negli ambienti istituzionali coinvolti.
Con il detto “l’idea è meglio di un regalo” Marangon ha chiuso il convegno e ha dato appuntamento alla prossima settimana con due nuovi incontri dal titolo: impresa in un giorno... si può; e Rovigo: uno, nessuno o centomila.
22 settembre 2011
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