ELEZIONI COMUNALI 2013 PORTO TOLLE (ROVIGO) Gianni Vidali da elettore analizza il quadro politico all'indomani delle dichiarazioni di Zanetti e della consegna delle liste

Il virus della protesta sconsiderata

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Gianni Vidali, elettore del comune di Porto Tolle analizza il quadro politico del suo comune all’indomani delle affermazioni dichiarate dall’esponente del Pd locale, Luigino Zanetti (leggi lettera)


 

Ho letto con molta attenzione e qualche disappunto, la mail inviata alla vostra redazione da parte del cittadino Luigino Zanetti in merito alla situazione politica venutasi a creare a Porto Tolle in vista delle prossime elezioni del  26 e 27 maggio. Tralascio le considerazioni sulla politica nazionale in quanto condivido l’analisi fatta da Zanetti. Mi voglio soffermare invece sulle considerazioni politiche fatte in merito a quanto avvenuto sulle candidature a sindaco e sulla composizione delle cinque liste che si presenteranno prossimamente al responso dei cittadini.

L’amico Zanetti da buon ex Dc, Ppi, Margherita ed oggi “eminenza grigia” all’interno del Pd, imbastisce la sua analisi politica scaricando responsabilità esclusivamente a quella parte del Pd che secondo lui non ha digerito il responso delle primarie con la vittoria dell’attuale assessore provinciale Claudio Bellan. Parte il fatto che le primarie di coalizione sono state un grande bluff, perché secondo me si dovevano indire quelle del Partito democratico e poi andare semmai al confronto con gli alleati sulle candidature. Comunque il grande momento democratico delle primarie, si è rilevato nei fatti uno squallido “imbroglio” per accaparrare i consensi dall’Udc, e dai “Renziani” in favore di Claudio Bellan in nome della “grande coalizione” composta sostanzialmente da Pd,  “Renziani” di Mirco 
Mancin, Udc, Psi e transfughi vari. Raggiunto l’obiettivo, cioè quello di far vincere le primarie a Bellan a discapito del “povero” Pizzoli, al momento della composizione delle liste e della spartizione degli assessori, Mirco Mancin illuminato dall’astuzia marangoniana, fa passare un documento, sottoscritto solo da Bellan, denominato “operazione Reset”, che di fatto andava ad escludere e congelare tutti gli amministratori di lungo corso come Paola Broggio e Beppe Sissa e quelli che avevano consumato due legislature come Angelo Stoppa e Silvana Mantovani del Psi. Quest’ultima, caldeggiata e sostenuta fortemente dal suo partito, assieme al suo “leader storico” ultradecennale, inossidabile e intramontabile, Attilio Pezzolato, creano lo scompiglio politico abbandonando la coalizione per dare vita ad una lista “trasversale” con il pidino Pizzoli, arrivato secondo alle primarie.

In tale modo si comporta anche l'Udc locale che sbatte la porta alla coalizione a causa anche della perenne conflittualità con Mirco Mancin. L’operazione “Reset” dei Renziani, però Zanetti non lo dice, avrebbe avuto un senso se fosse stata fatta completamente e senza sconti perché in lista si ritrovano ex assessori e consiglieri di lungo corso come Gianluca 
Fattorini ed altri. Inoltre pare che sull’onda della coerenza siano state fatte delle promesse per far entrare successivamente in giunta, passando dalla finestra, ex assessori noti voltagabbana e transfughi che non appaiono in lista….. chi vivrà vedrà!  Da qui la nascita di liste trasversali che il buon Zanetti liquida come “la porta sbattuta in faccia a Cludio Bellan reo di aver affrontato una vera battaglia e vinta con tutti i crismi”. Pertanto io credo che l’amico Zanetti a questo punto, non debba piangere sul latte versato, lanciando accuse e lamentarsi se il povero Pizzoli, Stoppa e Mantovani hanno strizzato l’occhio alla signora Isi Coppola.

Le responsabilità semmai caro Luigino, provengono da tutt’altra parte se una lista nata da situazioni politiche “poco chiare” ha  trasferito anche a Porto Tolle l’antico antagonismo politico tra Renzo Marangon e la signora Isi Coppola. Adesso Zanetti si chiede: dove lo mettiamo il cittadino? Ma dove vuoi che lo mettiamo con una situazione come questa piena di teatrini, voltafaccia e tradimenti politici in una realtà come la nostra che non sta esplodendo solo perché il settore della pesca continua a garantire al momento e per inerzia, ancora alcune centinaia di posti di lavoro. Dove vuoi che lo mettiamo di fronte al fallimento nei confronti dell’Enel che non si è stati in grado di garantire una continuità occupazionale legata alla centrale. Dove lo mettiamo se il turismo non ha portato ancora nessun vantaggio e se il tanto decantato Parco non ha dato le risposte di sviluppo e di occupazione promesse. Dove lo mettiamo se gli unici interventi infrastrutturali sono stati i centinaia punti luce inutili che non utilizzeremo perché domani il comune non avrà soldi per accenderli o ancor peggio a garantire servizi essenziali ai cittadini.

Le uniche risposte che dovrebbero farci riflettere caro Luigino, sono le cinque liste presenti per queste amministrative! forse questo non dice niente a nessuno? Vedi, io sono convintissimo che il problema principale non sia quello di sconfiggere e penalizzare le persone e i soggetti camaleonti che come dici tu perché immanicati con questo o quell’altro politico che orchestra dal di fuori. Il problema e il rischio  vero caro mio, è quello che anche a Porto Tolle si possa radicare il virus della protesta sconsiderata fine a se stessa assieme alla sfiducia generalizzata come è successo a Comacchio, un comune a noi vicino che dopo due anni di amministrazione del M5s e di mal governo non sanno più come venirne fuori. 

 

Email inviata da
Gianni Vidali

2 maggio 2013
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